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Assurdo un impianto così alle porte della città verde

PISTOIA. Anche a Coldiretti, l’associazione che fin dall’inizio si è schierata contro la realizzazione della centrale a metano Repower, non risultano per il momento novità ufficiali dalla Regione,...

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PISTOIA. Anche a Coldiretti, l’associazione che fin dall’inizio si è schierata contro la realizzazione della centrale a metano Repower, non risultano per il momento novità ufficiali dalla Regione, dove è in corso la valutazione di impatto ambientale per l’impianto.

«La Regione sta valutando il secondo blocco di osservazioni che abbiamo presentato» dichiara Francesco Sossi, direttore di Coldiretti durante la conferenza stampa sulla questione che si è svolta ieri mattina nella sede dell'associazione. «Ha chiesto chiarimenti riguardo al battente idraulico. L'intera area è a rischio inondazioni – spiega Sossi – ma non è chiaro se si sia tenuto conto di questo nella progettazione di una serie di opere connesse alla centrale oppure no».

Il battente è soltanto una delle numerose obiezioni presentate da Coldiretti dal momento della presentazione del progetto nel luglio 2010, e la Regione sembra averla fatta propria. Non resta che aspettare per sapere se le risposte già fornite da Repower avranno placato i dubbi regionali.

Sicuramente non hanno soddisfatto Coldiretti, che aveva presentato un elenco di 9 motivi specifici per non costruire la centrale. «Repower non ha risposto nel merito delle questioni ma ha parlato d'altro – dichiara Sossi – avevamo chiesto acqua e ci hanno dato vino».

Nei giorni scorsi Coldiretti, firmandola con il Circolo Legambiente di Pistoia e il Comitato Bottegone-Badia-Agliana, aveva comprato anche intere pagine di giornale per riproporre la propria contrarietà al progetto. Una centrale, quella della Repower, contro la quale è necessario aiutare la politica «ad avere il coraggio di cambiare idea».

L'organizzazione di categoria è critica anche nei confronti delle amministrazioni locali. «Il 21 febbraio abbiamo inviato, a titolo di conoscenza, le nostre osservazioni a tutti i consiglieri comunali e provinciali. Da allora il silenzio è stato assordante – aggiunge Sossi – la politica deve rendersi conto di quello che succede sul territorio: per noi le priorità sono la tutela della salute delle persone e dell'ambiente».

«Pistoia lavora per farsi conoscere nel mondo come città verde. Pensiamo alle nostre risorse economiche principali: i treni, con AnsaldoBreda, e il vivaismo. O l'evento "Vestire il paesaggio", che Pistoia accoglie ogni tre anni. Costruire una centrale a metano così a ridosso della città è una contraddizione» dichiara Riccardo Andreini, presidente della Coldiretti. E aggiunge: «Pochi mesi fa un report dell'Ordine dei medici ha evidenziato una situazione pericolosa delle polveri sottili in città, e le amministrazioni locali hanno risposto con delle ordinanze mirate: una proibiva anche di bruciare gli sterpi causati dalla potatura degli alberi. Siamo sicuri che in questo contesto la centrale sia una scelta giusta?»

Sossi ha le idee chiare: «Se il progetto va avanti, due torri di 40 metri saranno il biglietto da visita di Pistoia, visibili anche dall'autostrada». Secondo Coldiretti, insomma, si porrebbe anche un problema di attrazione di turisti e di immagine complessiva della città.

Andreini conclude con una piccola nota polemica. «Un vecchio spot Eni sosteneva che il metano ci dà una mano. Penso che in questo caso dia una mano soltanto al gruppo Radici, che riesce così a vendere l'area ex Radicifil a un prezzo decente».

Cristina Cecchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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