Finanza
Rubava nella villa di Mamma Ebe
Sorpreso sul fatto dai carabinieri, aveva preso soprammobili e documenti
QUARRATA. Appena una settimana fa in due erano stati condannati in tribunale per un furto nella villa di Mamma Ebe. Una condanna che evidentemente non è servita da monito ai malintenzionati. Tant’è che l’altra mattina un altro ladro è stato colto con le mani nel sacco: nelle sue tasche i carabinieri hanno trovato addirittura i passaporti della Santona e di suo marito. Oltre alla refurtiva scoperta nel sacco che aveva con se, nella sua abitazione i militari della Stazione di Quarrata hanno scoperto una sessantina di oggetti rubati, tra cui arredi sacri, quadri e crocefissi senza dubbio sottratti da Villa Gigliola.
Per Filadelfio Spinelli, 52 anni, residente a Lamporecchio, è scattato così l’arresto in flagranza per il reato di furto, aggravato dalla circostanza che i beni rubati erano tutti sottoposti a confisca in seguito alla recente condanna subita da Mamma Ebe. L’uomo sarà interrogato questa mattina dal gip. Il pm Luigi Boccia ha chiesto la convalida dell’arresto.
Era da poco passato mezzogiorno di lunedì quando al 112 è arrivata la telefonata di una donna che abita nelle vicinanze della villa di Mamma Ebe, lungo via Montalbano, nel comune di Quarrata: le sembrava di aver scorto qualcuno che si introduceva nel giardino della Santona. Immediatamente i carabinieri quarratini, comandati dal luogotenente Salvatore Maricchiolo, sono accorsi sul posto. E là hanno trovato la porta esterna che dà accesso alla cucina forzata. Entrati nella villa, hanno quindi sorpreso il ladro al primo piano, con in mano un sacco in cui aveva già infilato diversi soprammobili. In tasca, come detto, gli hanno poi trovato i passaporti di Mamma Ebe e del marito Gabriele Casotto.
Nell’auto dell’uomo, in sosta davanti alla villa, hanno poi scoperto un piede di porco e arnesi da scasso. A quel punto, informato il magistrato di turno in procura, hanno deciso di eseguire la perquisizione domiciliare. Nella mansarda di Spinelli, nel centro di Lamporecchio, hanno così scoperto altre decine di oggetti rubati. Del valore di almeno 10mila euro. Molti provenienti sicuramente da Villa Gigliola, come accertato dal confronto con i filmati girati dai carabinieri quando la Santona fu arrestata, nel giugno 2010: statue, quadri, crocifissi, arredi sacri. I carabinieri sospettano invece che altri oggetti, tra cui un televisore e un computer, siano invece provento di furti commessi in altre abitazioni.(m.d.)
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