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Immobili fantasma recuperati dal catasto 2,5 milioni di euro
Sono 4.829 le unità immobiliari alle quali è stata attribuita una rendita dopo i controlli tramite gps e fotografie aeree
Quasi due milioni e mezzo di rendita catastale recuperati al fisco solo in provincia di Pistoia. L'Agenzia del Territorio ha presentato due giorni fa il consuntivo al 31 dicembre 2011 dell'attività di regolarizzazione dei fabbricati sconosciuti al catasto, o che hanno subìto variazioni non dichiarate dalla parte, quelli insomma noti come "immobili fantasma".
L'operazione di scoperta dei fabbricati non accatastati è stata portata avanti nel corso degli anni dal Corpo forestale dello Stato attraverso la strumentazione gps e immagini aree, che sono state poi incrociate con la cartografia del catasto.
A livello nazionale, le particelle (terreni) scoperte sono state superiori a 2,2 milioni. Complessivamente, finora, tra adempimenti spontanei da parte dei proprietari e attribuzione di rendita presunta sono state trattate 1,8 milioni di particelle (il lavoro dovrebbe essere ultimato nel primo semestre 2012, ndr). Sono state scoperte 1.081 milioni di unità immobiliari per una rendita (presunta o definitiva) pari a 817, 39 milioni di euro.
E a Pistoia? L'intera operazione ha consentito di individuare 8.627 particelle con al loro interno potenziali fabbricati non presenti nelle banche dati: tra questi, secondo l’Agenzia, sono 3.444 quelli che richiedono una rendita, 4.206 quelli per i quali non è necessario l’accatastamento. In totale sono 4.829 le unità immobiliari alle quali è stata attribuita una rendita catastale: 961 abitazioni (con una rendita di 427.106 euro), 1.934 magazzini (407.756 euro), 1.387 autorimesse ( 178.586 euro), 547 altre tipologie di unità immobiliari (1.424.821 euro).Il totale recuperato al catasto è di ben 2.438.269 euro.
Particolarmente soddisfatta, in sede di presentazione del lavoro svolto al 31 dicembre 2011, la direttrice dell'Agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno: «Quello raggiunto nell'attività di regolarizzazione degli immobili non dichiarati è un risultato straordinario. L'azione intrapresa, oltre ai risvolti civilistici connessi all'identificazione del patrimonio immobiliare e al raggiungimento di una maggiore trasparenza del mercato, ha un effetto significativo sul recupero dell'evasione nel comparto».
I numeri di tutto rispetto, se così vogliamo dire, portati alla luce anche a Pistoia, vengono in parte stigmatizzati dal Comune. «Non tutti i fabbricati non dichiarati al catasto - specifica l'assessore all'urbanistica Silvia Ginanni - sono abusivi. Nella gran parte dei casi infatti non si può parlare di veri e propri abusi. Spesso i proprietari non hanno proceduto all'accatastamento dopo le ristrutturazioni, ma in linea di massima si tratta di piccole cose, addirittura basta l'apertura di una finestra. Il territorio molto esteso della nostra provincia, prevalentemente montano, facilita numeri elevati, perché molto spesso si tratta di annessi agricoli (le particelle identificate nella provincia di Prato, per fare un esempio, sono “solo” 1.843, ndr).
A noi questa operazione, spiega Ginanni, è utile perché ci permette di fare controlli incrociati, ma in dieci anni di controlli della polizia municipale è emerso solo un caso di fabbricato totalmente abusivo.
Due volte su tre, invece, si tratta di fabbricati nati come rurali che negli anni sono stati trasformati e spesso ristrutturati a scopo abitativo senza denuncia del cambio di destinazione d'uso. In altri casi, le verifiche hanno fatto emergere la mancata dichiarazione al catasto dell'esistenza di un edificio, spesso un garage.
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