Sicurezza
Gello, il Comune adesso corre ai ripari
Dopo la bocciatura, il progetto verrà integrato, previsto anche un maggiore coinvolgimento dell’Autorità di bacino
PISTOIA. Dopo il clamoroso stop imposto dall’Autorità di bacino al progetto per il nuovo bacino di Gello e le casse di espansione ai Laghi Primavera, il Comune corre ai ripari. Gli uffici di Palazzo di Giano (in particolare il tecnico incaricato, Marcello Evangelisti) integreranno i documenti , così come richiesto, e chiederanno anche – spiega una nota del vicesindaco Mario Tuci – «la collaborazione di professionalità esterne, a partire anche da quella dei tecnici dell’Autorità di bacino, consapevoli che gli uffici comunali non hanno a disposizione gli strumenti informatici più aggiornati per poter verificare compiutamente un progetto di questa complessità con i nuovi standard idraulici rispetto a quelli individuati nel progetto originario». Insomma, si riconosce che il Comune da solo non è in grado di completare il progetto, una consapevolezza evidentemente maturata solo dopo la bocciatura da parte dell’Autorità di bacino.
Non solo: l'amministrazione «chiederà anche un incontro al segretario generale dell'Autorità di bacino Gaia Checcucci, che da tempo in prima persona è impegnata per permettere a Pistoia la realizzazione dell'opera. L'incontro sarà necessario per avere utili suggerimenti che consentano un riesame del progetto nel più breve tempo possibile».
Una precisazione che suscita la reazione del capogruppo Pdl in consiglio comunale Alessandro Capecchi. «Meno male – dice – che ci si decide ad avviare un confronto... Nell’accordo di programma era previsto che il Rup (responsabile unico del procedimento: ovvero l’ingegner Marcello Evangelisti, ndr) tenesse incontri periodici con gli altri enti interessati, tra cui l’Autorità di bacino. Io stesso li sollecitai con una interpellanza del dicembre scorso che non ha avuto risposta. Ma evidentemente i contatti sono stati insufficienti, se oggi ci ritroviamo con un progetto bocciato. Aggiornarlo è indispensabile, ma ritengo a questo punto necessario anche cambiare il Rup».
La nota del Comune, che si dice fiducioso su una rapida approvazione del progetto, una volta debitamente integrato. sottolinea poi l’importanza strategica dell’intervento. «Pistoia – si legge – otterrà un forte incremento delle riserve idriche, preziose soprattutto nella stagione estiva, la messa in sicurezza idraulica della pianura, oltre ad un ulteriore qualificazione di una zona di pregio ambientale. In caso di siccità sarà così possibile avere a disposizione per il territorio pistoiese un invaso con una capacità di raccolta di 900mila metri cubi di acqua, intervento molto importante visto i cambiamenti di clima che si preannunciano. Nel caso contrario, invece, quando si verificheranno abbondanti piogge, sarà possibile mettere in sicurezza il territorio dal rischio idraulico grazie a casse di espansione in grado di contenere fino a 650.000 metri cubi di acqua».
È proprio la parte relativa alle casse d’espansione dei Laghi Primavera ad essere stata modificata rispetto al progetto originario. Casse più piccole e meno costose permetteranno di scendere dai 30 originari a 23 milioni di costo, superando la riduzione del contributo previsto da Publiacqua, che ha a disposizione minori risorse economiche dopo l’esito dei referendum della primavera scorsa. In particolare, il quadro finanziario prevede 6 milioni dal Ministero dell’ambiente, 7 da Publiambiente, 6 dalla Regione, 1 dal Comune.
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