Sicurezza
A un giardino il nome di Peppino Impastato
PISTOIA. Il giardino pubblico di via Ippolito Desideri, nei pressi della sede della Circoscrizione 1 nella zona di San Biagio, da ieri porta il nome di Peppino Impastato. il politico, attivista e...
PISTOIA. Il giardino pubblico di via Ippolito Desideri, nei pressi della sede della Circoscrizione 1 nella zona di San Biagio, da ieri porta il nome di Peppino Impastato. il politico, attivista e conduttore radiofonico siciliano ucciso dalla mafia per le sue coraggiose denunce.
All'iniziativa hanno partecipato il vicesindaco Mario Tuci, l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Pallini, il presidente della Circoscrizione 1 Loreno Del Maestro, il prefetto Mauro Lubatti, il presidente del tribunale Fabrizio Amato, i rappresentanti di Guardia di finanza, polizia ed esercito, la referente del coordinamento Libera di Pistoia Alessandra Pastore, la classe terza della scuola primaria Giovanni Michelucci e la classe terza F del liceo pedagogico Atto Vannucci.
«L'iniziativa – ha spiegato il vicesindaco Mario Tuci – ha l'obiettivo di mantenere vivo il ricordo di questo giovane di Cinisi che proveniva da una famiglia mafiosa e che dopo avere rotto i rapporti con il padre ha combattuto con coraggio contro la mafia e per questo è stato ucciso«.
Il giardino ha un'estensione di 400 metri quadrati e uno spazio gioco attrezzato per bambini. «Il muretto, il gioco, le panchine e il verde – afferma il presidente della Circoscrizione Del Maestro – sono stati restaurati e curati dal Cantiere comunale, mentre la pulizia straordinaria del giardino è stata offerta da Mi.se.2 servizi globali. Vorrei ringraziare Renzo Caloffi e Stefano Baroni del Cantiere comunale e Riccardo Fantacci di Mi.se.2».
Peppino Impastato nacque a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa. Ancora ragazzo rompe con il padre, che lo caccia di casa, ed avvia un'attività politico-culturale antimafiosa. Nel 1965 fonda il giornalino “L'idea socialista”. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell'aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati. Nel 1976 fonda Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell'aeroporto. Il programma più seguito era Onda pazza, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici. Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale.
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