Il Tirreno

Pistoia

Aias, braccio di ferro sulla Fondazione titolare delle sedi

di Fabio Calamati
Aias, braccio di ferro sulla Fondazione titolare delle sedi

Principato (nuova Aias) chiede di partecipare alle riunioni e parla di fondi «dirottati». Ma la richiesta viene respinta

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PISTOIA

Continuano le occasioni di polemica tra la sezione Aias di Pistoia e l’Apr, l’associazione creata da un gruppo di ex iscritti all’Aias, guidati da Luigi Bardelli, in reazione al commissariamento della vecchia Aias pistoiese da parte della sede romana dell’associazione.

Questa volta il “casus belli” è la richiesta firmata dalla nuova sezione Aias cittadina (“fedele” all’associazione nazionale) di partecipare alle riunioni della Fondazione Maria Assunta in Cielo. Un organismo nato nel 1989 per garantire all’Aias pistoiese di allora le strutture necessarie per svolgere l’attività di assistenza ai disabili che ha sempre caratterizzato l’associazione. Anche la storica sede di via San Biagio (oggi sede dell’Apr) e la nuova sede in costruzione lì accanto (ma i lavori sono fermi da mesi) sono di proprietà della Fondazione.

Ora che l’Apr si è vista sospendere dal tribunale di Roma l’efficacia delle delibere di costituzione, la “nuova” Aias pistoiese, guidata da Antonio Principato, ricorda che lo statuto della Fondazione dispone l’utilizzo dei beni in favore proprio dell’associazione e «impone il presidente pro tempore della sezione Aias di Pistoia come membro di diritto del consiglio della Fondazione». Principato chiede quindi di poter partecipare alle riunioni, e ciò anche perché la consistenza patrimoniale della Fondazione «è stata enormemente accresciuta anche attraverso importanti risorse che, in diversi modi e forme, e talora del tutto indebitamente, sono state dirottate dalle casse Aias a quelle della Fondazione e/o di enti collegati».

Un rilievo pesante nei confronti di Bardelli e dei precedenti responsabili Aias, accusati senza mezzi termini dallo stesso Principato di aver dirottato «senza alcun valido titolo giustificativo» un «enorme flusso di risorse finanziarie» per la realizzazione delle strutture proprietà della Fondazione. La richiesta di Principato è diretta ai vertici della Fondazione, in particolare al presidente monsignor Renato Gargini e al segretario don Diego Pancaldo.

Ed è quest’ultimo che firma una replica alla richiesta della sezione Aias, in sostanza respingendo al mittente richieste (e accuse). Pancaldo osserva innanzitutto che la “nuova” Aias «non è una vera associazione autonoma bensì un semplice distaccamento dell’Aias nazionale». Ma soprattutto, il segretario della Fondazione nega che il consiglio di amministrazione preveda «un diritto assoluto ed incondizionato di alcuno a farne parte... La richiesta pervenuta pertanto è da considerarsi del tutto al di fuori dello Statuto vigente».

«Per quanto riguarda tutte le insinuazioni riferite alla gestione – osserva ancora don Pancaldo – toccherà prima o poi alla magistratura chiarire se e quante siano state le eventuali "distrazioni" di fondi. Stupisce però che pur a fronte di tali gravi insinuazioni e presunti ammanchi, l'Aias nazionale e le sue diramazioni locali continuino ad avere tanto interesse per questa Fondazione. La realtà è che, al contrario, essa è solida e trasparente. Il fermo del cantiere determinato dall'arrivo del commissario Aias nazionale e tutti gli eventi successivi, drammatici e dolorosi, non hanno fatto che confermare che l'interesse perseguito era del tutto diverso rispetto a quello dell'assistenza ai disabili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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