Sicurezza
Un disastro il cantiere in San Bartolomeo
Appello del comitato al vescovo: «Impedisca il caos per i residenti e i danni allo storico complesso»
PISTOIA
Cortese nella forma, ma molto dura nella sostanza la lettera al vescovo Mansueto Bianchi da parte del comitato che si oppone alla realizzazione del parcheggio di S. Bartolomeo.
«Qualcuno osa mettere in dubbio che Ella sia a conoscenza di quanto i suoi uffici della curia vescovile stanno facendo in quel di San Bartolomeo. Vogliamo poter pensare
– scrive il comitato –
che Ella sia a conoscenza che negli orti dell’ex monastero di San Bartolomeo in Pantano, la curia, in consorteria con una Spa di Napoli, intende edificare un parcheggio sotterraneo su tre livelli per una capienza di circa 340 posti-auto. Non intendiamo tediarLa con la descrizione del progetto, con l’informazione che i bellissimi alberi presenti in loco verranno tutti abbattuti, con l’intercettazione della falda acquifera che questa opera comporta e il conseguente (eventuale) rischio idrogeologico a cui si sottopone tutta la nostra piccola città, con l’incremento del traffico veicolare che questa opera porterà nel quartiere di San Marco.
«Una problematica però non ci possiamo esimere dal presentarLe: il cantiere. Per l’edificazione di questa opera che un terreno di 4.700 mq ver occorreranno circa due anni di lavori; effettuando altresì una non piccola modifica di una porzione di creato. I camion, di grossa capacità, in special modo per strade certamente non congegnate per si tanta proporzione e pesantezza, percorreranno piazza di San Bartolomeo per immettersi nella stretta via del Pantano, mantenendosi ad una distanza dalla chiesa romanica di San Bartolomeo in Pantano a non più di 2/3 metri, e passando ad una distanza di meno di un metro dal campanile della stessa. Ripetiamo: quotidianamente circa 20/30 camion di grosse dimensioni, passeranno a ridosso della chiesa e del campanile di San Bartolomeo per almeno due anni. Veramente si vuol pensare che questo non possa (o potrà) avere effetti negativi sulla stabilità dei medesimi? Vorremmo parlarLe anche dei problemi che prima il cantiere, poi il parcheggio crea a noi cittadini. Ma per questo richiamiamo l’appello, che ha ottenuto la firma di circa 1.300 residenti: si pe il dubbio che Ella ne abbia preso visione. Diversamente saremmo portati a dare ragione a coloro che insinuano brutte parole sui suoi appelli all’utilizzo sempre più ridotto dell’auto, a non percorrere la strade cittadine dalle auto, al giusto utilizzo dei mezzi pubblici e delle biciclette».
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