Sicurezza
Rifiuti, artigiani in rivolta «Li portiamo in Comune»
Fatturazione record per Confartigianato. Zini furioso: «10mila euro in un anno Dove il porta a porta è esteso su tutto il territorio, la tariffa è molto inferiore»
Pronti a portare i sacchi di spazzatura sotto Palazzo di Giano, o ad auto-decurtarsi le bollette del 50%. I vertici di Confartigianato sono sul piede di guerra e, riepilogo della fatturazione 2011 alla mano, sostengono di averne tutte le ragioni. Si preparano ad intavolare un confronto acceso con il nuovo sindaco e, ancor prima, con la partecipata dell’ente locale.
«Diecimila euro in un anno a Publiambiente - tuona Patrizio Zini, direttore di Confartigianato Pistoia - Una somma esorbitante per un’azienda che produce rifiuti fatti al 90% di carta, cioé di materiale riciclabile. Una cifra - sostiene - che siamo stufi di pagare, così come stufe altre aziende che ci hanno segnalato casi simili. Vorrà dire - asserisce - che o Publiambiente e il Comune di Pistoia si adeguano agli eccellenti esempi di chi fa raccolta porta a porta, come il Comune di Capannori, o ci auto decurteremo del 50% le bollette trimestrali, porteremo la nostra spazzatura sotto le logge di piazza del Duomo e inviteremo le imprese a fare altrettanto».
Il porta a porta nella zona di Sant’Agostino è in funzione da circa un anno e mezzo. «Il meccanismo è valido - afferma Roberto Ferri, funzionario dell’associazione di via Fermi -, ma i costi sono incomprensibili. Non si capisce come si possa arrivare a cifre simili».
«I rifiuti indifferenziati prodotti attualmente dai nostri uffici - spiega Zini - si aggirano intorno ai 6 cassonetti l’anno. Ogni cassonetto ha un volume di 660 litri. Provando a pesare il suo contenuto quando viene svuotato (penne, qualche carta di caramella, bicchierini da caffè, la polvere aspirata durante le pulizie e poco altro) si ottiene una media, calcolata per eccesso, di 30 chili a cassonetto. Totale: 180 chili l’anno di rifiuti da smaltire in discarica o da conferire all’inceneritore». Se per assurdo, prosegue Zini, lo facessimo direttamente, le cifre sarebbero inferiori da quelle richieste da Publiambiente. Da un calcolo eseguito sulla base delle cifre medie di ingresso in discarica dei rifiuti ed esagerando le stesse, si arriva a 500 euro a tonnellata (250 di ingresso in discarica e 250 di trasporto e servizi accessori). Il che significa che, sull’indifferenziata, il costo per il conferimento in discarica dei 180 chili annui prodotti da Confartigianato sarebbe di 90 euro. È vero - prosegue - che nelle cifre propinate dalla partecipata sono compresi anche il ritiro dei materiali riciclabili, lo spazzamento delle strade (che a Sant’Agostino sono sporchissime), ma ci stanno anche le sponsorizzazioni di Publiambiente per eventi e, in definitiva, 10mila euro annui restano un’esagerazione».
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