Sicurezza
Nuova questura, il cantiere non si ferma
Il presidente della Cmsa: «Crediamo ancora in una trattativa con lo Stato, altrimenti dovremo valutare un’azione legale»
PISTOIA
«Il cantiere non si ferma. Anche se ci ha sorpreso la freddezza della comunicazione e lo stile usato, la nostra volontà è quella di avviare una trattativa e aprire un dialogo con il ministero. L’alternativa è una sconfitta per tutti, a partire dai cittadini».
Paolo Conti, presidente della Cmsa di Massa Cozzile, ha ricevuto giovedì pomeriggio la nota del ministero dell’Interno con cui veniva informato che questura e prefettura non saranno più gli inquilini del complesso nell’ex area Breda in costruzione dal 2009. Ha aspettato un giorno, «per far sbollire la rabbia» spiega, poi ha radunato i vertici della cooperativa per far sentire anche la voce dell’impresa che tra acquisto del terreno e collaudo dell’opera alla fine avrà investito al buio circa 22 milioni di euro.
Un’operazione che con il niet del ministero al trasferimento di questura, polizia stradale e prefettura rischia di gravare sulle casse della Cmsa, oltre che privare la città di Pistoia di una struttura invocata da anni.
«Chiariamo subito un aspetto di questa vicenda – esordisce Conti –. Da quando abbiamo comprato all’asta i terreni nel 2000, ma anche per i progetti commissionati allo studio Natalini e, devo dire, fino alla scorsa settimana in cui sono stati discussi i dettagli degli spazi, il nostro lavoro è andato avanti accogliendo le indicazioni del ministero. Abbiamo realizzato specifiche progettuali che rendono quell’immobile di difficile collocazione sul mercato. Non è un fondo per uffici e terziario e meno che mai per una destinazione commerciale. È stato pensato e realizzato solo ed esclusivamente per ospitare una questura. Siamo al 70 per cento dell’opera con una quindicina di milioni impegnati. A questo punto è immodificabile».
Seduti accanto al presidente ci sono i vice Angelo Cappellini e Loriano Gorelli, il vice direttore generale Massimo Nucci e il rappresentante dei lavoratori, Mauro Farnocchia che ringrazia i sindacati di polizia per il sostegno mostrato ai lavoratori dell’azienda.
I tagli alla Finanziaria hanno dato una sforbiciata a dodici anni di dichiarazioni e progetti lasciando la Cmsa con il cerino in mano. La congruità del canone a 1,2 milioni all’anno e gli incoraggiamenti avuti da Roma in tutti questi anni hanno spinto la cooperativa a tirare dritto esponendosi anche finanziariamente con un cantiere capace di contare fino a 70 addetti.
«Ricordo che l’affitto corrisponde a circa il 5 per cento dell’investimento – prosegue Conti -. Non mi sembra così vantaggioso. Non siamo di fronte a una speculazione immobiliare. Lavoriamo da decenni con enti, privati e istituzioni. E tutti hanno sempre mantenuto la parola. Sarebbe clamoroso se a tradire l’impegno fosse lo Stato».
Il presidente della Cmsa, amareggiato per non essere stato coinvolto nelle discussioni sulle difficoltà di bilancio del ministero, tende la mano a quello che considera ancora il suo prossimo inquilino.
«Fermo restando il canone di 1,2 milioni all’anno – dichiara Conti – le soluzioni per trovare un’intesa sono tantissime. Un affitto basso iniziale per esempio. Però, dobbiamo parlarne. Siamo disponibili a ragionare su tutto. Il primo passo è senz’altro quello dell’apertura per arrivare a un accordo. L’alternativa è una valutazione legale di un comportamento che dopo anni, progetti e due inaugurazioni con tanto di sottosegretario del ministero, alla fine equivale a sentirsi dire che è stato tutto uno scherzo».
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