Finanza
Maresca, iscritti in rivolta «Pd da commissariare»
Lettera a Bersani dopo la decisione della segreteria montanina di ricorrere a Roma contro l’annullamento della candidatura Cormio
MARCELLO
Gli iscritti del Pd di Maresca, quelli che appoggiano l'assessore David Ulivagnoli per lo svolgersi delle primarie di coalizione nel centro-sinistra, hanno scritto una lettera al segretario nazionale Bersani e per conoscenza a tutti gli organismi interni del partito. La lettera chiede esplicitamente il commissariamento di tutti gli organismi del Partito democratico di San Marcello.
«Crediamo che qualunque partito che non sia di stampo padronale – si legge – non debba essere gestito dalla prepotenza di alcuni che, visto come intendono gestire e interpretare la politica, dovrebbero essere immediatamente commissariati dagli organismi superiori».
Una missiva forte che fa seguito alla vittoria del ricorso regionale, per un mero vizio di forma, contro la candidatura a sindaco di Silvia Maria Cormio senza primarie, e alla risposta che ha dato il Pd per bocca del suo segretario Frediano Frediani. «La segreteria del Pd di San Marcello – ha detto quest’ultimo – valuta contraddittoria e carente, basata su presupposti errati la motivazione della commissione regionale di garanzia. Il Pd di San Marcello ne prende atto, ma ritiene di ricorrere contro di essa alla commissione nazionale per l'annullamento».
Entrambe le parti, dunque, si appellano a Roma. Vi è una evidente spaccatura tra Ulivagnoli e il gruppo dirigente montano e con le elezioni previste il 6 maggio di tempo per decidere ne rimane poco. La lettera che gli iscritti del Pd di Maresca ( detto ricorso Papini) hanno inviato al segretario nazionale Bersani, ripercorre tutta la vicenda che ha portato alla candidatura di Silvia Maria Cormio. Nella lettera a Bersani, si evidenzia ancora una volta come il Pd comunale, in accordo con quello provinciale, dopo aver organizzato una tornata di consultazioni tra gli iscritti non abbia tenuto conto dell'esito delle stesse, ma abbia imposto una candidatura (quella della Cormio) che, si legge ancora nella lettera, non era neppure prevista, nonostante la presenza di più candidati.
Secondo il documento, questo “errore" ha portato alla mancata organizzazione delle primarie di coalizione, ha inasprito i rapporti all'interno del partito e creato una rottura con la coalizione di centro-sinistra che ha individuato un proprio candidato (Davide Luca Ferrari), aumentando la possibilità di consegnare il comune al centro destra.
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