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Protesta: «L’automedica non è arrivata»

Protesta: «L’automedica non è arrivata»

CUTIGLIANO «Si sente spesso parlare di malasanità, ma quando ci si trova coinvolti di persona in un caso concreto non ci finisce mai di stupire». È la testimonianza di una famiglia residente a...

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CUTIGLIANO

«Si sente spesso parlare di malasanità, ma quando ci si trova coinvolti di persona in un caso concreto non ci finisce mai di stupire». È la testimonianza di una famiglia residente a Cutigliano che nel tardo pomeriggio di mercoledì si è trovata coinvolta in un'esperienza piuttosto spiacevole. «Un'anziana familiare ha accusato un malore – racconta un membro della famiglia – non respirava più e non rispondeva ad alcuno stimolo, né alla nostra voce né se provavamo ad alzarle il braccio. Non apriva nemmeno gli occhi, non dava segni di vita». La famiglia ha subito contattato il 118 (alle ore 17.35) e qui è iniziata l'odissea.

«È arrivata la Misericordia di Cutigliano con due volontari che sono stati efficientissimi. La mia familiare si è sentita male altre volte in passato e l'automedica, come da prassi ordinaria, veniva sempre mandata in supporto ai volontari in ambulanza. Ma questa volta tardava ad arrivare. Allora abbiamo richiamato il 118. La centralinista, dopo averci fatto una lunga serie di domande sullo stato della signora che, ribadisco, non dava segni di vita, ci ha detto che non avrebbe mandato l'automedica in quanto non necessaria. È vero che la donna si era sentita male altre volte, ma non tutti i malori sono uguali. Secondo la centralinista sarebbe spettato alla Misericordia di portare la paziente in ambulanza fino al Pacini, naturalmente senza medico e infermiere specializzati a bordo né tutte le strumentazioni disponibili sopra un'automedica. Si è convinta solo quando uno dei volontari della Misericordia ha afferrato il telefono per confermare la necessità del mezzo di soccorso avanzato che, alla fine, è arrivato alle 17.55 da Abetone. Giunta all'ospedale di Pistoia, la mia familiare ha aspettato fino a mezzanotte per una tac per poi essere ricoverata alle una di notte».

Elisa Valentini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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