Il Tirreno

Pistoia

Commercio, i sindacati si mobilitano

di Tiziana Gori
Commercio, i sindacati si mobilitano

La Cgil pistoiese alla manifestazione in programma domenica contro la liberalizzazione degli orari dei negozi

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PISTOIA

Un importante risultato messo in discussione: alcune catene provinciali della grande distribuzione hanno chiesto al sindacato l’applicazione per i lavoratori del Contratto collettivo nazionale di lavoro per i salari nei giorni festivi. In pratica, mentre il Ccnl firmato nel 2011 (ma non dalla Cgil, ricorda Emiliano Silvestri, della Filcams, nella foto piccola) prevede una maggiorazione del salario nei giorni festivi fino al 30% dello stipendio, accordi in deroga raggiunti tra parti datoriali e Cgil avevano consentito di arrivare a maggiorazioni superiori, anche dell’80%. Ora che il decreto Monti consente la liberalizzazione degli orari, tutta la grande distribuzione ha deciso di tenere aperto la domenica: Esselunga, Coop e Conad al mattino, Panorama per l’intera giornata. Ma la richiesta, spiega Silvestri, è stata quella di trattare con il sindacato per rivedere al ribasso le maggiorazioni salariali concordate in precedenza.

«Uno dei primi effetti - afferma - della liberalizzazione degli orari del decreto “Salva Italia”. Che non produrrà più occupazione, ma più flessibilità».

Rappresentanti Cgil saranno domani al mercato per distribuire volantini di presentazione dell’iniziativa in programma domenica mattina a Firenze (dalle 10,30 alle 12) in occasione delle “Giornata europea per le domeniche libere dal lavoro” promossa dalla European sunday alliance, una rete di organizzazioni sindacali, associazioni civili e religiose che orientano le loro attività sul rispetto dei tempi di vita e di lavoro.

“La domenica non ha prezzo, il tempo libero è prezioso per tutti, anche per i lavoratori e le lavoratrici del commercio”, è il messaggio lanciato dalla campagna di comunicazione diffusa a livello nazionale dalla Cgil.

«La liberalizzazione totale - commenta Silvestri - penalizza i lavoratori e non influisce sull’aumento dei consumi. La grande distribuzione organizzata ha già reagito dichiarando che a fronte di aperture “a ciclo continuo”, non potendo sostenere i costi di nuove assunzioni (al massimo lavoratori somministrati e/o part time a 8 ore settimanali) e la gestione “in straordinario” dell’estensione degli orari, le prestazioni dei lavoratori presenti saranno riarticolate e modellate - senza costi aggiuntivi per l’azienda - per adattarsi alla nuova esigenza e alle tendenze di acquisto che determineranno i consumatori Prevedibilmente con una diminuzione di presenze fino al mercoledì e una concentrazione nel fine settimana. L’unico effetto concreto sarà il peggioramento delle condizioni e degli orari, in cui il faticoso equilibrio tra tempi di vita e tempi di lavoro non troverà più riconoscimento, scardinando così la contrattazione costruita nelle aziende».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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