Sicurezza
Senza regolamento restano nel limbo decine di pratiche
Le conseguenze dello stop all’approvazione dell’atto A rischio opere importanti, da Gello al nuovo casello A11
PISTOIA
E ora che il regolamento urbanistico è stato rinfoderato dalla giunta Berti, preso atto del muro di emendamenti innalzato da Udc e Fli, che succederà in città? L’attività edilizia andrà davvero incontro ad una paralisi, come più volte sostenuto dai gruppi del centrosinistra? «Parlare di completa ingessatura è forse eccessivo – spiega Francesco Bragagnolo, ressponsabile del servizio urbanistica del Comune – ma certo si tratterà di un bel taglio all’attività».
In soldoni, attualmente sono in vigore sul territorio comunale il “vecchio” piano regolatore del 1996 e le norme di salvaguardia del regolamento urbanistico. Ciò vuol dire che qualunque intervento deve rispettare contemporaneamente i due strumenti. Il regime di salvaguardia durerà fino al 10 marzo 2013, a meno che (improbabile) il regolamento venga approvato prima. Successivamente, rimarrà ovviamente in vigore il Prg, ma con le limitazioni imposte dalla legge regionale 5/1995: in pratica, si potranno fare interventi solo su edifici esistenti (ma non le complesse ristrutturazioni urbanistiche) e su aree già urbanizzate.
C’è in particolare una categoria di interventi che la perdurante mancanza di un regolamento urbanistico penalizza molto: le decine e decine di pratiche di sanatoria edilizia, sospese in attesa dell’approvazione del regolamento. Tutti (o quasi) interventi di piccola portata (il caso tipico è il terrazzo successivamente chiuso a veranda) che a questo punto continueranno ad aspettare.
Ma se tra 13 mesi il Prg del 1996 tornerà in vigore da solo, si potrà continuare a costruire almeno nelle famose “zone B” di completamento? «Sì –risponde Bragagnolo –ma nei limiti previsti dalla legge regionale, quindi non si potrà occupare neanche un metro quadro di nuovo terreno. Inoltre la maggior parte di quegli interventi è già stata attivata ed anzi, molti cittadini, vista la crisi imperante, ci stanno riportando le concessioni edilizie, chiedendoci indietro gli oneri di urbanizzazione. Insomma, non credo proprio che ci sarà una boom di attività da marzo 2013».Da non sottovalutare, poi, che dopo il marzo 2013 bisognerà verificare anche il rispetto del Piano territoriale di coordinamento provinciale e del Pit regionale, rispetto che nel regolamento urbanistico era implicito.
E poi c’è la questione delle opere pubbliche. Quelle previste nel regolamento urbanistico seguiranno la sorte del regolamento stesso: in caso di mancata approvazione, dal marzo 2013 decadranno i vincoli di esproprio e gli interventi torneranno in discussione: vale per lavori già in parte progettati, come il nuovo bacino di Gello o il raddoppio della ferrovia Pistoia-Montecatini o la strada di interquartiere a nord, o ancora la tangenziale est; ma anche per interventi comunque previsti nel regolamento come il nuovo casello autostradale di Pistoia Est.
È vero che in questo caso il Comune potrebbe intevenire con varianti al vecchio Prg, ma le procedure sarebbero da avviare ex novo: adozione, osservazione, approvazione definitiva.
Insomma, l’economia della città non trarrà certo beneficio dal dover attendere ancora per anni il suo primo regolamento urbanistico.
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