Sicurezza
Niente privacy al Ceppo, Asl sotto accusa
Uomini e donne ricoverati nelle stesse stanze. La direzione: casi eccezionali, e poi ci sono le tende
PISTOIA
Botta e risposta tra Tribunale per i diritti del malato e direzione Asl sulla questione dei ricoveri di uomini e donne nello stesso reparto del Ceppo in casi di emergenza.
Il Tribunale si rifà ad un vero e proprio “Protocollo di gestione carenza posti letto”, predispostodal Dipartimento emergenza urgenza dell’Asl. Il protocollo autorizza ricoveri senza rispettare la divisione uomo/donna in caso di carenza di posti letto.
«Cittadinanzattiva/Tribunale per i diritti del malato – si legge in una nota diffusa ieri – ritiene inaccettabile la commistione dei sessi in un reparto di degenza. Il diritto alla privacy ed alla dignità delle persone malate in particolare in un momento particolare quale quello rappresentato da un ricovero, deve essere assolutamente salvaguardato . Il problema della carenza dei posti letto nell’Ospedale di Pistoia è ben noto da tempo, per cui invece di emanare disposizioni o protocolli per far fronte alle emergenze annunciate e cicliche ( epidemie influenzali e il caldo estivo) sarebbe necessario ed urgente programmare con urgenza spazi ulteriori e aggiuntivi che permettano il rispetto dei diritti fondamentali. dei ricoverati».
Secondo l’associazione «le “colpe” principali di questa situazione fanno capo anche ad altri livelli istituzionali dove ,magari, si è programmato pensando che ridurre i posti letto fosse sinonimo di efficienza (risparmi essenzialmente) minimamente pensando all’oggettività dei numeri e alla epidemiologia prevalente». Un problema che il nuovo ospedale non risolverà ma anzi, renderà ancora più acuto.
Immediata la replica della direzione Asl. «Il sovraffollamento negli ospedali, in questo caso del Ceppo, non rappresenta una situazione ordinaria ma del tutto eccezionale. Inoltre, la tutela della privacy è garantita dalla predisposizione di divisori (tende) interni alle stanze di degenza, con i quali si ottiene una totale separazione tra i posti letto. Il limite provocato dalla differenza di sesso potrebbe, per assurdo, portare ad avere una sola donna ricoverata in una stanza con quattro letti e tre uomini da dover inviare presso ospedali vicini».
«La nostra volontà è quella di garantire l’assistenza ai pazienti nei nostri ospedali ed evitare i trasferimenti – chiariscono Elisabetta Cortesi e Roberto Biagini, rispettivamente direttori dei presidi ospedalieri di Pescia e Pistoia – si tratta di situazioni eccezionali, che si verificano raramente e di cui siamo per primi dispiaciuti –sottolineano- tuttavia si risolvono in tempi brevi e sempre nel pieno rispetto della riservatezza dei ricoverati».
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