Sicurezza
Bartoli chiede posti in lista tra i candidati al consiglio
PISTOIA Roberto Bartoli bussa alle porte del Pd comunale, rivendicando per “Scegliamo Pistoia”, lo slogan sotto il quale ha corso nelle primarie del centrosinistra, arrivando secondo dietro a Samuele...
PISTOIA
Roberto Bartoli bussa alle porte del Pd comunale, rivendicando per “Scegliamo Pistoia”, lo slogan sotto il quale ha corso nelle primarie del centrosinistra, arrivando secondo dietro a Samuele Bertinelli, una adeguata rappresentanza nella lista del partito per il prossimo consiglio comunale.
Se le primarie devono essere uno strumento di unione e non di divisione, «ciò significa non soltanto che chi ha perso le primarie non deve fare liste civiche – ragiona Bartoli – ma anche che chi ha vinto le primarie non può compiere inammissibili esclusioni o addirittura epurazioni: tutte le varie anime e articolazioni del Pd devono concorrere alla elaborazione delle politiche comunali, anche quelle che non hanno sostenuto i candidati del Pd».
Bartoli sottolinea di non aver chiesto per sé o per i suoi seguaci un posto in giunta, sarebbe frutto di una «logica spartitoria» inaccettabile, mentre è giusto che chi ha vinto le primarie abbia l’onore e l’onere della scelta della squadra. Inoltre è interesse dello stesso Pd portare all’interno del consiglio comunale «le diverse istanze in cui esso si articolare pluralisticamente».
Si dice poi convinto che la sua richiesta sarà accolta «perché, oltre ad essere ragionevole e di buon senso, quanto da me sostenuto mi sembra essere perfettamente in linea con quanto espresso da Paolo Bruni e da Samuele Bertinelli».
In particolare «durante le primarie Samuele Bertinelli si è espresso per un rinnovamento, ancorché moderato. Penso che molte persone lo abbiano sostenuto credendo all’autenticità di tale istanza, ed io stesso credo nelle sue intenzioni. Ebbene, segni inequivocabili di rinnovamento sono: la creazione di una nuova classe dirigente, nuova anche rispetto all’assetto attuale del partito per troppo tempo chiuso e ripiegato su se stesso; la reale ed effettiva valorizzazione delle capacità e delle competenze, che passa attraverso una loro seria valutazione; il riconoscimento e la valorizzazione di un indiscutibile pluralismo all’interno del Partito».
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