Il Tirreno

Pistoia

gualtierotti (assindustria)

«Alla fine la città ha perduto un’occasione di sviluppo»

«Alla fine la città ha perduto un’occasione di sviluppo»

«Comunque vada a finire, è una sconfitta di sistema. Soldi e tempo buttati via per non approdare a nulla». È il primo pomeriggio di ieri e il consiglio comunale (vedi articolo a lato) deve...

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA

«Comunque vada a finire, è una sconfitta di sistema. Soldi e tempo buttati via per non approdare a nulla». È il primo pomeriggio di ieri e il consiglio comunale (vedi articolo a lato) deve ancora svolgersi. Ma Andrea Gualtierotti, presidente del Collegio dei costruttori dell’Associazione industriali, non ha bisogno della sfera di cristallo per vedere nero nel futuro dell’urbanistica pistoiese e delle aziende che lui stesso rappresenta.

Gualtierotti condivide interamente le critiche sull’eccessivo vincolismo del regolamento urbanistico. «Ma si tratta – sottolinea – di limiti che erano già ben evidenti nel piano strutturale di cui questo regolamento è figlio. Anche tra noi non c’è stata sufficiente comprensione di questo aspetto, avremmo fatto meglio a farci sentire di più». Oggi, comunque, il giudizio del presidente degli industriali edili è, se possibile, ancor più netto. «Ho fatto un giro tra i nostri associati – rivela – e non c’è uno, dico uno solo, che sostenga di aspettarsi vantaggi da questo regolamento».

E lo scontro in atto sull’approvazione sì o no del regolamento appassiona poco o punto Andrea Gualtierotti. «Se il regolamento non fosse approvato – dice – si potrebbero aprire degli spazi per i piccoli interventi nelle zone di completamento del vecchio piano regolatore. Ma non sarebbe comunque un gran risultato per le nostre imprese».

Di cosa ci sarebbe stato bisogno, allora, nel regolamento urbanistico e prima ancora, nel piano strutturale?

Gualtierotti si dice d’accordo sulla filosofia generale dello stop al consumo di nuovo territorio. «Ma partendo da questo assunto – aggiunge – il Comune avrebbe dovuto coerentemente agevolare gli interventi di ristrutturazione e miglioramento qualitativo degli edifici. Penso agli interventi per il risparmio energetico oggi a disposizione, che consentono di abbattere addirittura dell’80% i consumi. Invece di dichiarare storici palazzi privi di qualunque qualità comune quelli a nord delle Casermette (è il vincolo previsto per gli edifici realizzati peima del 1953, ndr) si doveva definire un piano di abbattimenti e di rifacimenti, con degli incentivi per chi faceva ediizia di qualità. Non sarebbe stato facile, lo capisco, ma era una scommessa da giocare, che avrebbe consentito interventi di qualità senza aumentare di un metro quadro le aree occupate. Ma su questo c’è stata resistenza, più da parte dei tecnici che dei politici, ad essere sinceri».

Fabio Calamati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa