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Verifiche sui tubi del gas a rischio

Saggi in arrivo dopo le proteste sulle condutture poco profonde

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QUARRATA

Toscana Gas risponde ai cittadini di via Pistoia che protestavano per la pericolosità di una conduttura, secondo loro troppo poco interrata. L’azienda del gas conferma che in alcuni punti la tubatura è meno profonda di quanto prevede la legge. Nei prossimi mesi eseguirà dei saggi per valutare se nei punti in cui i tubi del gas sono più superficiali siano stati adottati gli opportuni rivestimenti previsti dalla legge.

Dopo una lunga serie di segnalazioni, raccolte di firme e lettere inviate a Toscana Energia e al Comune, a sollevare ultimamente la questione è stato il consigliere della lista civica Città Per Te Luigi Catalano, che ha presentato, insieme a Fli e Udc, un’interrogazione in consiglio comunale.

«La tubatura del gas – spiegava alcuni giorni fa Michele Artesi, residente in via Pistoia – è interrata di appena 35 centimetri, mentre, per ragioni di sicurezza, la legge prevedrebbe una profondità superiore. L’asfalto, in quei punti, presenta anche delle grosse crepe».

«Ho sollecitato una risposta da parte di Toscana Gas – spiega Marco Mazzanti, assessore ai Lavori pubblici – e questa è arrivata: l’azienda dice che la situazione di via Pistoia risale agli anni ’80, quando le reti in bassa pressione dovevano essere interrate a una profondità di 60 centimetri. Dove fosse stata necessaria una profondità minore, la rete doveva avere protezioni particolari. Per l’azienda del gas in via Pistoia la rete va dai 90 ai 40 centimetri di profondità. A primavera i loro tecnici faranno un sopralluogo per vedere se nei punti più superficiali ci sono le protezioni di legge». (m.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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