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Pistoia

Urbanistica, sul voto è esploso il caso Mazzotta

di Francesco Albonetti
Urbanistica, sul voto è esploso il caso Mazzotta

Bartolomei (Udc): «E’ condannato, non può partecipare» La maggioranza va avanti, decisione rimandata al prefetto

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Non bastavano gli 850 emendamenti annunciati da una parte dell’opposizione. Sul primo consiglio disperatamente dedicato dalla maggioranza al tentativo di approvazione del regolamento urbanistico, si è abbattuta un’altra tegola. Il colpo di scena è stato servito sul piatto della discussione da Alessio Bartolomei del Fli, che ha sollevato la questione Mazzotta. La sua mozione riguarda la regolarità della posizione in aula di Pietro Mazzotta, attualmente della Sinistra Indipendente, condannato in primo grado, e poi in appello a fine novembre dell’anno scorso, per la vicenda dei permessi facili ai cinesi.

Secondo le norme citate da Bartolomei, Mazzotta dovrebbe essere sospeso dalla carica di consigliere perché condannato in secondo grado ad una pena detentiva. «Non potrebbe prendere parte attiva alle sedute del consiglio – ha detto Bartolomei – ma ha partecipato più volte all'approvazione di delibere, ricevendo l'ordine del giorno delle sedute al posto di chi avrebbe dovuto sostituirlo (la consigliera del Sel Elisabetta Querci n.d.r.)». Tutto questo, secondo Bartolomei, getta una luce di illegittimità sui lavori dell'aula: «Mazzotta negli ultimi tre mesi ha partecipato ad almeno 40 votazioni che riguardano il Regolamento urbanistico ed anche altri argomenti, approvati a maggioranza con 21 voti. Questo significa che il suo voto è stato decisivo per l’approvazione».

La mozione si conclude con la richiesta di sospendere la discussione sul Regolamento urbanistico e di riprenderla solo quando Mazzotta sarà stato sostituito. A quel punto Luciano Mazzieri, capogruppo del Pd, e Fabrizio Geri del Sel, hanno chiesto che un parere sulla questione da parte del segretario segretario RaffaelePancari. La risposta del segretario generale è stata rassicurante, almeno per il momento. «Bartolomei ha ragione a fare riferimento a quella legge, solo che la stessa legge prescrive che i provvedimenti di sospensione sono di competenza del prefetto. Un provvedimento da parte del consiglio comunale sarebbe illegittimo e costituirebbe un abuso». Bartolomei ha chiarito che la sua richiesta era quella di sospendere la procedura perché una futura decisione non si rifletta sulla legittimità delle sedute. Il problema è più politico che giuridico, ha aggiunto Alessandro Capecchi, capogruppo Pdl: «Sarebbe stato interesse dell'amministrazione comunale di chiedere immediatamente lumi e capire tempi e modalità delle notifiche. La mozione sospensiva non mi pare lo strumento più adatto».

A quel punto è intervenuto lo stesso Mazzotta, spiegando «che niente gli stato comunicato. Come ha fatto Bartolomei ad avere gli atti?». Mentre Bartolomei annunciava che oggi avrebbe consegnato al prefetto la richiesta di sospensiva per Mazzotta, la maggioranza ha deciso di andare avanti comunque col Regolamento urbanistico. «La questione – ha detto Mazzieri – è stata posta in modo strumentale e desta perplessità e stupore. Ci rimettiamo alle valutazioni del segretario generale». Alla fine, la mozione di Bartolomei è stata respinta e il consiglio è stato aggiornata al dopo cena per l’inizio della maratona sul Regolamento urbanistico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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