Il Tirreno

Pistoia

Statue senza veli in chiesa ma i fedeli apprezzano

Statue senza veli in chiesa ma i fedeli apprezzano

Coro di sì per la collocazione delle statue di Cleto Lapi: sono simboli dell’uomo in colloquio con Dio, la malizia è negli occhi di chi guarda quei corpi

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA

Un coro di sì conferma la scelta di don Massimo Biancalani di ospitare i “Nudi”, nella chiesa di Vicofaro. I Nudi in questione sono altrettante sculture di Cleto Lapi, donate alla chiesa dalla moglie Rina. I parrocchiani ne sono rimasti meravigliati, ma ben presto hanno condiviso la scelta del prete, di presentare a Cristo l’Uomo nella sua nudità, intesa come purezza di cuore. Tuttavia, qualcuno ha detto che siffatta sistemazione non va bene, essendo la chiesa un luogo sacro del quale solo il Cristo in croce e due bassorilievi possono ritenersi degni.

Ma, come detto, Vicofaro sta dalla parte del reverendo. «Quando sono arrivato – racconta don Massimo – il degrado del chiostro, dove le statue erano conservate, era inaccettabile; pareti rovinate e umidità, e le opere ingombranti lungo il percorso, coperte di polvere. La nuova chiesa di Vicofaro ha invece ampi spazi ove è stato possibile collocare le sculture secondo una logica che non fosse di disturbo alla vita religiosa. Pure il vescovo quando le ha viste, ha avuto parole d’apprezzamento. E io le ritengo una testimonianza della bellezza del creato che ci avvicina a Dio».

Ma ecco la voce del popolo. «Ci stanno bene – si compiace Giuliano Bargellini – perché sono inerenti ai temi e agli ideali religiosi come si vede dal bambino che offre l’uva. Presso il fonte battesimale aspetto sia messa la “Donna incinta», simbolo della maternità. Di parere analogo Federica Pieraccioli: «La Chiesa – afferma – deve rappresentare i problemi del mondo e dell’uomo, secondo il Vangelo che valorizza l’uomo nella sua totalità ed essenzialità». Conciso e chiaro il giudizio di Antonio Mangia. «Questa è arte che completa la nostra chiesa». Mentre in modo più articolato si esprime Elettra Giaconi che cita il Manzoni: «Omnia munda mundis» (tutte le cose sono pure per le persone pure, ndr), concludendo che «Non può esserci niente di offensivo in ciò che rientra nella creazione divina».

A sua volta Wilma Vannucchi sintetizza i sentimenti prevalenti: «Non mi hanno turbato, perché non ci vedo malizia. Anzi, mi sembrano una bella presenza».

Sentita contro solo una voce: di Maria Blaga, badante: «In chiesa vedo meglio i santi, più adatti all’elevazione dello spirito. Queste statue le vedrei meglio in un museo». La conclusione ad un parere “legale”: «Il problema non sussiste – afferma il giovane Matteo Moca, universitario e catechista - semplicemente perché l’uomo è nudo».

Paolo Gestri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa