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Idv dice no alla vendita di Breda e pungola il governo

PISTOIA No alla vendita di AnsaldoBreda, ma un rinnovato e urgente impegno del governo Monti per scongiurare, nell'immediato, la cessione di questo asset strategico e impostare, in prospettiva, il...

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No alla vendita di AnsaldoBreda, ma un rinnovato e urgente impegno del governo Monti per scongiurare, nell'immediato, la cessione di questo asset strategico e impostare, in prospettiva, il rilancio del settore ferroviario italiano attraverso il varo di un vero e proprio Piano nazionale del trasporto. Lo chiedono, in una nota congiunta, il segretario Idv toscana, on. Fabio Evangelisti, e il responsabile regionale del dipartimento Lavoro-Welfare del partito, Roberto Rizzo, che ieri hanno incontrato le rappresentanze sindacali dell'azienda presso il Cral.

«Le gravi dichiarazioni rilasciate dall’amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi (in quota Lega?) si legge nella nota - prospettano un futuro inaccettabile per AnsaldoBreda. L’ipotesi di vendere il ramo trasporti del gruppo Finmeccanica, infatti, risponde evidentemente al solo scopo di tappare qualche falla nelle casse di Finmeccanica. È una prospettiva miope e antieconomica, che forse risponde a precisi interessi dell’alta finanza e della speculazione, ma rischia seriamente di privare l’Italia di un settore industriale tra i più all’avanguardia e con maggiori margini di crescita».

«Si parla di vendere – continua la nota – quando invece è urgente ripartire da un progetto di rilancio per tutto il settore del trasporto su rotaia».

Negli ultimi giorni, in effetti, si è riacceso il tourbillon di dic hiarazioni di esponenti nazionali dell’industria e del sindacato sulle sorti del gruppo ferroviario pistoiese-napoletano.

Era emersa la possibilità che sia la Cassa depositi e prestiti sia la stessa Trenitalia potessero entrare nel capitale di AnsaldoBreda. Ma mentre della prima ipotesi si discute da tempo, nel weekend lo stesso amministratore delegato di Trenitalia Mauro Moretti ha smentito alcun interesse.

Moretti ha però sottolineato il rischio che una cessione all’estero del gruppo industriale possa rappresentarne l’anticamera del declino ed ha quindi auspicato che si scelgano altre strade.

Giovanni Contento, leader sindacale della Uilm, ha preso la palla al balzo per ribadire che l’intero settore civile di Finmeccanica (AnsaldoBreda più Ansaldo Sts, Menarini Bus e Ansaldo Energia) dovrebbe essere affiancato da partner tecnologici esteri, mantenendo Finmeccanica la proprietà delle aziende.

La holding di Orsi ha replicato non smentendo le parole di Contento ma ribadendo che il gruppo conferma l’obiettivo di dismettere attività per circa un miliardo di euro al fine di rafforzare la propria struttura patrimoniale.

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