Sicurezza
Carboni attivi, allarme rientrato
Solo un errore di trascrizione sul registro delle quantità immesse
MONTALE
Un errore di forma ma non di sostanza quello denunciato giovedì scorso dal Comitato per la chiusura dell’inceneritore di Montale. «A fine novembre – aveva informato il gruppo poco meno di una settimana fa – è mancato l’85% del carbone attivo necessario ad abbattere le diossine nelle emissioni». Il dato è emerso dai report di autocontrollo resi noti dalla Provincia di Pistoia a metà gennaio. Dietro la mancanza però, oggi appare chiaro l’errore esclusivamente umano. L’addetto avrebbe infatti sbagliato casella durante la trascrizione manuale dei quantitativi di carbone immesso.
Ieri mattina, sulla questione, si è riunito un tavolo di tecnici e amministratori. A convocarlo è stato David Scatragli: chiamato in causa dallo stesso Comitato. Il primo cittadino ha raccolto le sollecitazioni e ha invitato nel suo ufficio i vertici Cis srl e Cis spa, oltre ai tecnici di Arpat e Asl. Le conclusioni del colloquio saranno ufficializzate soltanto oggi attraverso una comunicazione congiunta firmata dai sindaci di Montale, Quarrata e Agliana. Pare tuttavia già chiaro che l’intenzione sia quella di far rientrare l’allarme lanciato dal Comitato. L’immissione del quantitativo minimo di carboni attivi indispensabile all’abbattimento degli inquinanti infatti sarebbe un fatto più che assodato e garantito dal sistema. In caso contrario, l’impianto si bloccherebbe. A fine novembre quindi – nonostante l’errore umano di trascrizione di cui nessuno, fino alla scorsa settimana, pare si fosse ancora accorto – non si sarebbero registrate anomalie. (b.f.)
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