Sicurezza
Tumore alla cervice, più informazione
Iniziativa dell’Asl per ottenere maggiore collaborazione nella campagna per la vaccinazione
PISTOIA
L’azienda sanitaria pistoiese, attraverso le infermiere della unità funzionale igiene e sanità pubblica, ha concluso un’importante indagine conoscitiva tra le adolescenti sulla vaccinazione gratuita contro il papilloma virus, il temibile virus che si trasmette per via sessuale e responsabile del tumore alla cervice.
Dal 2008, in accordo con le indicazioni dell’Oms (organizzazione Mondiale sanità), la vaccinazione è offerta gratuitamente dalla Regione alle dodicenni (tra gli 11 e i 12 anni) ed estesa comunque fino ai 16 anni di età, con l’obiettivo di raggiungere una copertura vaccinale pari al 95%.La vaccinazione contro il papilloma virus è oggi l’unico mezzo sicuro contro il cancro alla cervice e perché sia efficace deve essere effettuata alle adolescenti prima dell’inizio dell’attività sessuale.
Monitorando il risultato della copertura vaccinale nella Ausl3 è emerso che mentre per le nate negli anni 1997 e 1998 la copertura vaccinale aveva raggiunto rispettivamente le percentuali dell’ 80,2%, e del 70,4%, sono invece poche le nate negli 1999 e 2000 vaccinate e ciò ha reso necessario avviare un adeguato intervento per conoscere meglio le resistenze nei confronti di una così importante campagna vaccinale. Grazie al prezioso contributo delle insegnati è stato realizzato un percorso che ha portato le infermiere ad “entrare nelle scuole” per poter parlare direttamente con le ragazze e i loro genitori. Un gruppo ristretto di infermiere ha infatti elaborato le 6 domande (ritiene il vaccino sia utile per la salute di sua figlia? Quando è utile affrontare le prime tematiche sessuali? ecc…) dei questionari che sono stati distribuiti nella scuole ed indirizzati ai genitori. Sono stati coinvolti 8 plessi scolastici “Scuola media Inferiore” e “Scuola Elementare” - del territorio del Comune di Pistoia e dei Comuni di Serravalle, Agliana, Quarrata e Montale.Dei 1080 questionari distribuiti ne sono stati ritirati 920 e correttamente compilati 754. Le risposte hanno evidenziato la necessità dell’ intervento informativo sia nei confronto delle interessate alla vaccinazione che dei loro genitori.
«Dovevamo raggiungere in modo diretto i genitori –spiega Giovanna Giuffedra, infermiera coordinatrice del progetto- e questo è stato possibile solo attraverso le scuole con le quali ora sarà avviato un percorso educativo per informare con l’obiettivo di rimuovere eventuali pregiudizi, paure e lacune conoscitive nei confronti della vaccinazione per la prevenzione del papilloma virus».
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