Il dolore
«No ai nudi di Lapi nella chiesa di Vicofaro»
Un parrocchiano chiede l’intervento della commissione diocesana di arte sacra
PISTOIA
Polemica sui nudi di Cleto Lapi esposti nella chiesa a Vicofaro di cui abbiamo parlato nell’edizione di venerdì. Un parrocchiano, Luciano Bani, contesta la scelta.
«La presa di possesso della Chiesa di Santa Maria Maggiore a Vicofaro da parte di don Massimo Biancalani è avvenuta il 14 settembre 2006 e solo ora si è ritrovato immerso nelle sculture di Lapi. Come parrocchiano da 75 anni, sempre impegnato in parrocchia con tutti i parroci, e per aver svolto per 24 anni il ministero diaconale a Vicofaro, posso attestare che solo dopo l’avvento di don Biancalani, il chiostro è diventato ripostiglio per le attività dei vari gruppi che forse non conoscevano il valore delle opere esposte.
«Nel 1992/93 le opere furono donate alla parrocchia dalla vedova Lapi e il parroco don Furio Fabbri curò con la galleria Turelli la sistemazione.Maisi è parlato di aggregare i lavori del Lapi al museo diocesano.
«Per quanto riguarda la sistemazione in chiesa di questi “nudi” da parte del parroco, non condivido la scelta ritenendo la chiesa un luogo sacro.
«Anche gli altri parroci che si sono succeduti hanno ritenuto che solo il Crocifisso della nuova chiesa e due bassorilievi ne fossero degni. Mi meraviglia che la commissione diocesana d’arte sacra non sia stata interpellata per esprimere un parere come è d’obbligo».
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