Il Tirreno

Pistoia

Strada dei sapori finanziata e abbandonata

Il progetto risale a 6 anni fa, rimaste al palo le cento aziende che hanno aderito e pagato

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CUTIGLIANO

"La strada dei sapori e dei colori", un progetto, finanziato con soldi pubblici, che si è perduto per strada. Un progetto col preciso obiettivo della valorizzazione del territorio montano, con il suo contesto costituito da piccole aziende produttrici, moltissime a conduzione familiare. Molte le tipicità produttive da far conoscere e valorizzare, ma molte di più le bellezze naturali da valorizzare. Il verde dell'Appennino Pistoiese, il giallo della Val di Nievole e il rosso di Pistoia e Sambuca. Fu presentato ufficialmente alle Ginestre a Maresca, nel 2006. Molte le aspettative e le speranze suscitate. Sono trascorsi sei anni ed è ancora tutto fermo.Chiediamo a Giuseppe Corsini, titolare del noto agriturismo Le Roncacce del Melo di Cutigliano, come va il progetto. «Credo sia stato sospeso perché qualcosa non andava per il giusto verso. Vi avevo aderito con entusiasmo ed avevo pagato la quota di iscrizione perché ero convinto della bontà del progetto, ma tutto si è fermato: non si è più visto nessuno. Di tutto quanto era stato detto di fare rimangono solo dei cartelli, ma da soli non bastano certo per portare avanti un'attività come questa».Luana Pagliai, titolare dell'azienda agrituristica 'La Buca' a Cutigliano e presidente del Consorzio Montagne e Valli di Pistoia, che raccoglie i produttori del pecorino a latte crudo, dice: «La strada è fermissima. Vi avevo aderito perché l'idea poteva andare, ma tutto è fermo. Non ne conosco i motivi precisi, ma così è». Il progetto aveva raccolto oltre 100 aderenti. Era, ed è, un progetto capace di promuovere turismo e economia. Basti pensare alle finalità che si era proposto: promuovere, in Italia e all'estero, la conoscenza del territorio e dei prodotti ambientali e agricoli della Strada dei sapori e dei colori dell'Appennino pistoiese. Questo è quanto si può leggere nello statuto dell'associazione. Doveva dunque, fra molte altre cose, qualificare e incrementare l'offerta turistica del territorio. Soprattutto erano stati individuati prodotti come l'ormai famoso pecorino a latte crudo, il fagiolo di Sorana' e la farina di castagne pistoiese, che costituivano il cavallo di battaglia dell'iniziativa, per il semplice motivo che si tratta di prodotti di nicchia noti nel mondo e che sono tipici della nostra montagna. Il progetto si rivolgeva ad aziende agricole, agriturismi, alberghi, affittacamere, Bed & Breakfast, campeggi e a ristoranti, pizzerie e trattorie. Fra i promotori del progetto, oltre nove comuni e cinque associazioni di categoria, vi era la Comunità Montana «Abbiamo intenzione di rilanciare l'idea. Dobbiamo fare il punto della situazione, capire se gli interessati vogliono andare avanti e se sì ripartire», dice Luca Bernardi sindaco di Marliana e assessore di Comunità Montana. (s.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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