Il Tirreno

Pistoia

Cialdi: «Una manovra per screditarmi»

Il candidato alle comunali di Quarrata: «Una questione risibile l’indagine, ne uscirò pulito»

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QUARRATA

Si sente al centro di una manovra tesa a discreditarlo il geometra Alessandro Cialdi, tra gli indagati per un presunto abuso edilizio.

«Si tratta di una questione talmente risibile, nei fatti, che forse non varrebbe la pena nemmeno di spendere tempo; e non lo farei se non fossi candidato ad amministrare questa città - afferma Cialdi -. Sono stato notificato di una informazione di garanzia riguardo un fatto attinente la mia professione il 23 gennaio. Il tempo di capire di cosa si trattava ed ho chiesto di essere ascoltato spontaneamente su quello che mi veniva attribuito.Cosa avvenuta il 18 febbraio, davanti a colui che mi aveva “indagato”, l’ufficiale di polizia giudiziaria della Forestale.Ho chiarito la mia posizione sia verbalmente che con la consegna di documentazione attestante la correttezza del comportamento professionale.

«Sono assolutamente sicuro che la giustizia farà il suo corso e che entro pochi giorni tutta la faccenda sarà un ricordo.

«C’è, però, in tutta questa storia, qualcosa che mi sfugge.Come mai l’Amministrazione comunale di Quarrata ha sentito il dovere di inviare un comunicato stampa ai giornali informandoli di un “Avviso di garanzia ad un dipendente del comune”, quasi fosse una nota di merito?

«Si è sempre comportata così, l’Amministrazione comunale? Non mi risulta.Oppure è stata colta l’occasione per gettare fango su di un candidato sindaco che potrebbe dar fastidio?

«Ai quarratini, che pensano con la loro testa, la risposta.L’unico errore che posso aver commesso, semmai, è quello di non aver dato peso a questa faccenda, non informando nemmeno i miei amici di Udc, Fli e della lista Civica CittaperTe.

«Di questo chiedo loro scusa, ma ben cosciente del fatto che si tratta di una questione minimale che si concluderà in maniera positiva.

«Loro mi conoscono, ed hanno già capito.

«So bene che anche un’eventuale rinvio a giudizio non corrisponderebbe automaticamente ad una condanna, ma qualora questo dovesse avvenire, e quindi fossi rinviato a giudizio per la redazione di una planimetria catastale, lì finirebbe la mia carriera politica».

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