Sicurezza
Scarafuggi rassicura «Non toccheremo l’ospedale Pacini»
Movimentata assemblea coi dirigenti dell’Asl 3 Servizi spostati ma non soppressi, problemi solo episodici
SAN MARCELLO
Molta dirigenza dell'Asl 3 di Pistoia ha partecipato giovedì sera all'assemblea indetta dalla Comunità montana per illustrare stato e prospettive dell'ospedale Pacini. Erano presenti: i direttori dell'Asl 3 Alessandro Scarafuggi, della Società della salute Luigi Rossi, di Igiene e sanità pubblica Biagini, il direttore sanitario Silviai Briani, il dottor Simone Fini. Fra i relatori, anche il presidente di Uncem Oreste Giurlani ed il sindaco di San Marcello Strufaldi.
Il vice-presidente della Comunità Montana Bernardi ha aperto l'incontro con un riepilogo dei fatti, dalla paventata chiusura della chirurgia, ai volantini allarmistici, alla proposta della giunta dei sindaci per il mantenimento delle funzioni fondamentali e della chirurgia. Scarafuggi è andato dritto al punto. «Non c'è intenzione di chiudere il Pacini che diverrà parte del presidio ospedaliero di Pistoia assieme al nuovo ospedale, sviluppando servizi di rete come la diagnostica con lettura remota. Il Pacini è già accreditato e le sue funzioni sono stabili al di là dei professionisti che vi lavorano: la chirurgia continua anche se lo storico gruppo di medici si è pensionato. La scelta della Regione Toscana nel nuovo piano socio-sanitario è di mantenere i 12 ospedali sotto 100 posti letto, derogando alla legge nazionale che ne prevede la chiusura. Fra questi, il Pacini, la più grande industria della montagna con 70 dipendenti. Se qualche funzione andrà a Pistoia, il lavoro si sposta ma non si perde». Argomento caro a Giurlani che ha aggiunto: «l'80% dei piccoli ospedali è in montagna. Uncem si batte contro la chiusura e chiede di migliorare il servizio di emergenza-urgenza per i soccorsi entro 20 minuti ed il collegamento ospedale-territorio con teleassistenza per anziani e pazienti isolati».
Pochi ma accesi gli interventi del pubblico, fra cui sedevano anche sindaci e rappresentanti dell'associazione Zeno Colò. «Per 2 volte al Pacini non mi hanno fatto una Tac dicendomi che non c'erano gli orari, è boicottaggio» ha polemizzato una residente. «Sono sparite tutte le funzioni di emergenza-urgenza. Manca un anestesista, si può operare solo in anestesia locale o senza anestesia. Di fatto la chirurgia è sparita, si svolgono sono piccoli interventi programmati» ha proseguito un ex-medico del Pacini. «Non vorrei che eventi episodici o responsabilità individuali del personale fossero utilizzati a prova di un cattivo andamento generale – ha risposto Scarafuggi – non ci deve essere alcun timore, come Asl cerchiamo di mantenere ciò che diciamo». Strufaldi ha concluso auspicando che la futura amministrazione comunale continui la battaglia per il mantenimento dell'ospedale come per gli altri servizi sul territorio montano.
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