Il dolore
Via Ciliegiole, polemica sul taglio della magnolia
Lo splendido esemplare aveva esteso le radici fino allo stabile di Toscana Energia Critiche da Legambiente, che torna all’attacco anche sui lecci di Corso Amendola
PISTOIA. La splendida magnolia aveva esteso troppo le sue radici. Si erano allungate fino all’edificio di via Ciliegiole dove aveva sede Toscana Energia, aveva sollevato il pavimento della cantina, raggiunto le tubazioni. Ma era necessario tagliarla?
Legambiente solleva la polemica, il Comune risponde che non era possibile fare altrimenti.
Per una città in cui è stato istituito da poco il primo distretto regionale forestale, continua Sessa, «non è più rinviabile una sensibilità, anche culturale, che sia da presupposto per questa filiera produttiva. «Il privato proprietario dell’area - risponde il funzionario dell’Ufficio ambiente Arnoldo Billwiller - ha presentato domanda per l’abbattimento dell’albero, le cui radici avevano sollevato il pavimento della cantina e creavano seri problemi ai lavori in corso. È necessario chiedere l’autorizzazione al taglio per le piante con un diametro superiore ai 20 centimetri e alte più di un metro. I nostri tecnici hanno effettuato un sopralluogo e constatato che non era, in effetti, possibile fare altrimenti».
Ma le critiche di Legambiente non si fermano qui. «Ci chiediamo perché non venga elaborato un adeguato piano di monitoraggio del verde urbano, che stabilisca un programma circostanziato di interventi di cura e ripristino degli alberi malati. A Pistoia manca ancora una politica, complessiva e definita, degli alberi, una mappatura seria degli arbusti malati e dei tempi tecnici di reimpianto. In altre città censimenti arborei, monitoraggio delle malattie e chiarezza nel ripristino sono elementi acquisiti da anni. Se anche qui fossero messi in atto si eviterebbero elusive imbarazzanti risposte, come quelle sentite per il taglio dei lecci di Corso Amendola».
«Lo stato di salute dei nostri alberi- replica Billwiller - è tenuto sotto controllo dai tecnici comunali. Analisi per mezzo di strumenti richiederebbero un investimento di 3-400mila euro, e non mi risulta che città vicine abbiano fatto scelte simili. Il patrimonio del verde urbano consta di circa 8000 piante, regolarmente censite alcuni anni fa. Ogni anno le potiamo regolarmente. È calato, è vero, il budget a nostra disposizione - da 100mila e 50mila euro - ma la cifra è sufficiente a garantire la manutenzione ordinaria. Per quel che riguarda i 5 lecci di Corso Amendola - prosegue - erano tutti ammalati. Volevamo fare contemporaneamente taglio e reimpianto, ma il forte vento ci ha convinti ad attendere. Saranno reimpiantati nei primi giorni di marzo, e cntemporaneamente procederemo alla risistemazione delle aiuole e dei marciapiedi».
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