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Intesa raggiunta alla Tnt, al lavoro 2 operai in più

Accordo sindacale raggiunto alla Prato Tnt. La firma è arrivata ieri pomeriggio dopo un confronto serrato negli uffici di via Garibaldi tra Cgil, Cisl, Rsa, dipendenti e proprietà aziendale....

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MONTALE

Accordo sindacale raggiunto alla Prato Tnt. La firma è arrivata ieri pomeriggio dopo un confronto serrato negli uffici di via Garibaldi tra Cgil, Cisl, Rsa, dipendenti e proprietà aziendale. L'ipotesi d'intesa era stata siglata martedì sera a notte inoltrata. I sindacati sono riusciti a spuntare qualche conquista in più rispetto alle iniziali intenzioni dell'azienda. I lavoratori hanno sostenuto l'accordo con un'ampia maggioranza ma non all'unanimità.

La soglia dei 20 operai - limite massimo dettato dai vertici per l'impiego del personale nella nuova società annunciata per la prossima primavera - è stata alzata a 22. Lido Pecchioli e i figli, a capo della ditta montalese, avranno quindi l'obbligo di assumere, come stabilito dall'accordo, i 2 dipendenti entro la fine del 2012. Uno verrà richiamato prima del 30 settembre. Il tetto temporale per l'ipotetica riassunzione degli oltre 20 lavoratori rimasti fuori dalla compagnia in arrivo, che sorgerà attraverso l'affitto di un ramo d'azienda, è stato inoltre spostato da 1 a 2 anni.

In caso di ripresa e di aumento del personale quindi, per i prossimi 24 mesi, la proprietà sarà obbligata a reintegrare gli ex Tnt. Alla base della selezioni dell'organico: esigenze tecniche lavorative e polifunzionalità di ruoli (ovvero più competenze). Così verranno scelti i 22 dipendenti della NewCo tra i 44 attualmente impiegati nella ditta di tessuto non tessuto. A parità di credenziali, subentreranno i criteri sociali: anzianità di servizio e carico familiare.

Gli operai tagliati fuori dalla ripartenza avranno la cassa integrazione straordinaria per un anno. L'azienda, in fatto di tutele, ha inoltre assicurato il pagamento del tfr. Pare infatti che le liquidità per la copertura ci siano. Adesso tutti aspettano la risposta delle banche sulla nuova azienda dei Pecchioli. La ripartenza, fissata entro il 30 aprile, è stata posticipata proprio per cercare l'appoggio degli istituti di credito. «Questo accordo – spiega Michele Gargini, Cgil – è stato siglato per senso di responsabilità. È un atto purtroppo difensivo, firmato per mantenere l'unità produttiva e sperare in una ripresa. L'operazione condivisa, anche se sofferta, c'è: adesso auspichiamo ad una risposta delle banche».

Con la firma di ieri i lavoratori si impegnano a restare in cassa integrazione senza impugnare le decisioni dei vertici aziendali che, a inizio febbraio, hanno chiesto il concordato preventivo. Alla fine la logica del "meglio 20 che niente" è stata sostenuta dalla maggioranza dei dipendenti. La nuova attività punterà sul settore ristorazione e , probabilmente, privilegerà sempre più la parte commerciale a discapito della produttiva.

Beatrice Faragli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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