Il Tirreno

Pistoia

Infermieri , tecnici e operatori: all’Asl 44 posti in meno

di Beatrice Faragli

Cisl all’attacco: «Superlavoro, disorganizzazione e per i pazienti l’assistenza sanitaria continua a peggiorare»

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PISTOIA

Infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici di radiologia e di laboratorio: i reparti dell’azienda Usl3 chiuderanno l’anno con 44 professionisti in meno,tra pensionamenti e spostamenti. Gli ospedali di Pistoia e Pescia sono in sofferenza e il personale resta in affanno. L’allarme arriva dalla Funzione pubblica

Cisl nella presentazione dei candidati in lista per le elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie del 5,6 e 7 marzo. «Così non si può andare avanti. In ospedale la sicurezza che al cittadino sia riconosciuto ciò che deve avere, attualmente non c’è» dice Alfio Zei della confederazione.

«Abbiamo grosse problematiche su tutta la linea assistenziale – ricorda Giovanni Susini, responsabile Cisl per l’area pistoiese –. Il sistema è allo stremo e a fatica riusciamo a garantire i minimi assistenziali verso un’utenza sempre più anziana».

Anche il territorio è messo a dura prova. Gli infermieri e gli “oss” mandati a domicilio o nelle residenze protette sono sempre di meno: «il personale è insufficiente su tutti i fronti», dicono in sindacalisti Cisl. Il rapporto tra il numero dei pazienti da seguire e quello dei professionisti impegnati in corsia per l’organizzazione è troppo alto, con l’aggravante di «turni massacranti e di un riposo biologico non garantito». «Un diritto negato a un lavoratore del settore – aggiunge Roberto Rossi, segretario aggiunto Cisl Fs sanità – potrebbe avere conseguenze sul malato».Il sindacato punta il dito contro la riorganizzazione dettata dai vertici Asl. «L’azienda – dice Zei – non è in grado di prendere decisioni come quella di chiudere i tanti servizi aperti in passato, che adesso non funzionano». Riorganizzare, per la Cisl, non può significare mero risparmio, né coincidere col solo vincolo economico imposto dalla Regione. «L’1,4% in meno di assunzioni previste dal piano sanitario, e quindi a livello regionale – spiega Zei – è finalizzato a risparmiare per poi, attraverso una giusta riorganizzazione, reinvestire in personale. Da parte del direttore generale tutto questo non c’è stato e i reparti sono in sofferenza. Nel comparto dovremo fare a meno di 44 persone». Le criticità denunciate vanno dalla carenza dei posti letto alle liste d’attesa sempre più lunghe, dalle patologie minori, come le ernie, che non trovano più spazio in ospedale, agli impegni del pronto soccorso impossibili da sostenere, senza contare «la dignità professionale messa in discussione, oggi come non mai, da scelte aziendali discutibili». La Cisl, prima delle elezioni di marzo, raccoglierà l’opinione dei dipendenti Asl (anche in forma anonima) sulle problematiche lavorative più importanti attraverso un questionario. La scheda verrà distribuita all’interno dei presidi in questi giorni e ritirata il 28 febbraio, dalle 12 alle 14, fuori dall’ingresso del Ceppo. Per Pescia il ritiro è previsto il 27 febbraio. C’è inoltre la possibilità di partecipare attraverso posta elettronica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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