Il Tirreno

Pistoia

Il sindaco: «Un rimpianto cinque anni sono pochi»

di Sauro Romagnani

Carla Strufaldi lascia l’incarico senza volersi ricandidare. Un bilancio positivo nonostante qualche ombra e tante difficoltà finanziarie

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MARCELLO

Il comune di San Marcello si avvicina alle elezioni amministrative che probabilmente, stando alle ultime notizie, si terranno nei primi giorni di giugno. Carla Strufaldi è il sindaco uscente. Volontariamente ha deciso di abbandonare la carica dopo cinque anni. Non possiamo non chiederle un giudizio sull'esperienza che ha vissuto in questi anni. «Giudizio positivo, come positivo è quello sui precedenti cinque anni in cui ho fatto l'assessore. Quello del sindaco è un osservatorio privilegiato che permette di conoscere molte situazioni importanti, molte delle quali interessanti dal punto di vista umano. E' un' esperienza che molti dovrebbero provare. Arricchisce anche culturalmente».

Sindaco, momenti di difficoltà ce ne sono stati?

«Sì soprattutto in questi ultimi anni per chiudere il bilancio. Le incertezze sulle risorse disponibili non hanno permesso una programmazione adeguata. In particolare è il patto di stabilità che uccide l'economia di un territorio. Non ti permette di investire, il territorio e le aziende ne soffrono. E poi porta a risparmi limitati, se è vero che la spesa degli enti locali si aggira sul 10% della spesa globale della pubblica amministrazione. Si potrebbe, ragionevolmente, ridurne l'impatto».

Dal punto di vista politico invece, quali problemi?

«Quando c'è stato l'abbandono del gruppo di maggioranza di un consigliere (Mauro Gualtierotti) e di un assessore (Fabio Nesti) che comunque non hanno avuto impatto negativo sulla successiva attività. Ho affrontato la situazione e non rimpiango le decisioni prese».

Sindaco perché la scelta di non ricandidarsi per i prossimi cinque anni?

«Ragioni strettamente personali. L'esperienza di sindaco è interessante, ma totalizzante e non la rende conciliabile con la vita privata e familiare. Tornerò alla professione di avvocato».

Un giudizio sulle nuove candidature?

«Penso sia più opportuno non dare alcun giudizio».

E il rapporto con la popolazione?

«Molto impegnativo. Intenso, diretto e gratificante. Qui ci conosciamo quasi tutti e il cittadino può arrivare al sindaco senza anticamera».

Rimpianti?

«Sì. Nella pubblica amministrazione cinque anni sono pochi per realizzare progetti. Abbiamo avuto il finanziamento per diversi progetti, ma non ne vedrò la realizzazione da sindaco. Ne potrà disporre la prossima amministrazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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