Il Tirreno

Pistoia

«Diritti dei detenuti, subito il garante»

Appello al sindaco e al consiglio comunale dopo la creazione del tavolo di osservazione

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Appello per la nomina del garante dei diritti dei detenuti al Comune di Pistoia da parte di un gruppo di esponenti di area radicale che intanto giudicano positivamente la creazione, curata dall’assessore Lattari, di un “tavolo di osservazione che coinvolga il comune ed altri soggetti” con riunioni mensili, nonché l’approvazione, d’intesa con la Provincia, di un protocollo sulle attività che il Centro Impiego estenderà anche ai cittadini reclusi.

«Sono due segnali

– dicono i firmatari dell’appello – che dimostrano lodevole, concreta attenzione da parte delle istituzioni locali.   Riteniamo comunque che le condizioni di vita dei detenuti e degli agenti di polizia, del personale amministrativo e del volontariato all'interno del carcere siano pessime e pericolose, come quelle del 90% circa degli istituti penitenziari italiani. Per questo, la nomina del garante dei diritti dei detenuti costituirebbe un’ulteriore, importante forma di aiuto e assistenza per la comunità penitenziaria tutta, per i cittadini e per le stesse istituzioni locali. La tempestiva nomina di tale figura pubblica cui affidare questa precisa e specifica responsabilità è un provvedimento da prendere, come sottolineato dallo stesso assessore nel suddetto comunicato».   Per questo i firmatari chiedono al sindaco, al presidente del consiglio comunale, alla conferenza dei capigruppo e a tutti i consiglieri comunali che venga attuato l’impegno assunto compiendo subito l'ultimo passo necessario per ottenere la nomina del garante.

«Occorre però – aggiungono – che ciò avvenga prima dello scioglimento dell’attuale consiglio e prima delle elezioni amministrative del prossimo maggio. Rinviare la nomina del garante, pur con plausibili motivazioni, alla nuova amministrazione potrebbe costituire un pericolo e costoso ritardo per un atto che viene ormai considerato non solo opportuno ma ormai necessario in una situazione sempre più grave.

«La gravità di questa situazione è testimoniata anche da quanto affermato dagli aderenti al maggior sindacato di polizia penitenziaria, il Sappe, il 17 febbraio scorso, a seguito dell'ennesimo episodio di violenza verificatosi nel carcere di Lucca. Si dichiarano “preoccupati dell’escalation di violenza nelle carceri toscane e soprattutto dall'immobilismo dei vertici dell'amministrazione delle carceri regionale”, ricordando le aggressioni degli ultimi tempi “avvenute nei penitenziari di Sollicciano, Porto Azzurro, Lucca, Pistoia e S. Gimignano”».

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