Sicurezza
Bottegone, in stato di degrado le case Spes
Ascensori e porte rotte, sporco, infiltrazioni d’acqua e nessuno interviene. Esplode la protesta
PISTOIA. C’è chi ha la moglie con handicap motorio, ma il bagno troppo stretto per il passaggio della carrozzina; c’è che ha il marito malato di cuore, ma ha ottenuto un alloggio al sesto piano con un ascensore che spesso non funziona; c’è chi ha le ciotole di plastica sul pianerottolo per raccogliere la pioggia che cade davanti casa; c’è chi di notte ha paura ad aspettare l’arrivo dell’ascensore perché le porte di ingresso del condominio sono completamente rotte e dentro ci può entrare chiunque; c’è anche chi, presumibilmente, dorme nel sottotetto dove c’è un materasso adagiato in terra, un piattino e una tazzina con un po’ di mangiare per gatti sparpagliato qua e là.
C’è però anche chi si ribella. Chi non vuole accettare la condizione di degrado a cui i residenti dei 28 alloggi popolari di via D’Aragona, 47b a Bottegone sembrano essere condannati.
Lucia Lagrotteria ha ottenuto l’alloggio popolare lo scorso settembre: «Ho passato una settimana a piangere quando ho visto dove mi avevano messo – dice – . Prima ero in affitto, pagavamo 600 euro al mese. Poi mio marito si è ammalato ed è arrivato lo sfratto. Così abbiamo ottenuto la casa popolare, al sesto piano, ma mi era stato detto che “tanto c’era l’ascensore”. Si è già guastato quattro volte da quando siamo qui. L’ultima la ditta mi ha risposto che non poteva intervenire perché non riscuoteva. Ho protestato e alla fine sono intervenuti». Per accedere al condominio ci sono quattro porte di ingresso: tutte rotte. Non se ne chiude una. Il vento le fa sbattere di continuo e chiunque può andare avanti e indietro, cani e persone. «Il primo febbraio ho scritto una lettera alla Spes e al sindaco in cui denuncio la situazione – spiega Lucia –. Se a fine mese non mi rispondono invierò il materiale alla Procura. Ho chiesto di essere trasferita». Per le scale del palazzo ci sono escrementi di cane, sporco e puzza di muffa per le infiltrazioni di umidità nei muri.
«Sono più di sette anni che vivo qui – racconta Franco Olivieri che abita al piano terra –. Mia moglie è costretta sulla carrozzina, ma la casa ha un bagno stretto e lungo da cui non passa».
«Io ho due nipoti – incalza Elio Tredici – ma non li faccio mai venire a trovarmi: non posso portarli in questo degrado. Sul retro c’è persino una perdita di gas che ho segnalato da tempo, senza esito».
Oriana Sisi abita al 47b di via d’Aragona dal 1987: «È sempre stato così – dice –. Fuori c’è un ponteggio inutilizzato da anni che ha ormai le tavole marce. Il pianerottolo ogni volta che piove si allaga».
«Le scale sono piene di pipì di gatto ed escrementi di cane – denuncia Maria Di Marco – perché essendo rotte le porte gli animali vanno avanti e indietro». La protesta di Lucia Lagrotteria è stata annunciata anche in consiglio comunale da Alessio Bartolomeni, Fli: «Non vengono destinate risorse per interventi sociali come questi – ha detto – mentre la Spes ha investito fior di quattrini agendo sul libero mercato in edifici come quelli dell’area ex-Ricciarelli o di Pescia».
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