Il Tirreno

Pistoia

«Scelte trasparenti per le morosità nelle case Spes»

 di Michele Galardini

All’attacco il sindacato inquilini Sunia che vuole vedere comportamenti uniformi nei confronti degli interessati

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PISTOIA

Torna a far parlar di sé la gestione dell’edilizia sociale da parte del Comune e della Spes, la società che gestisce tutti gli alloggi di edilizia residenziale pubblica nella provincia di Pistoia.

Ad essere messa sotto i riflettori questa volta è la mancanza di unitarietà di azione nel risolvere i casi di morosità che pendono su alcuni condomini.

Il numero non è altissimo, si parla di otto situazioni monitorate in tutto il territorio provinciale, ma il disavanzo totale risulta superiore ai 300mila euro, al meno a giudizio di Davide Innocenti, segretario provinciale del Sunia.

Innocenti si riferisce ai molti casi di privazione dei servizi essenziali, come la manutenzione dell’ascensore, che in questi ultimi giorni hanno interessato quei condomini su cui gravano singole situazioni di morosità.

Il problema è: chi deve pagare per tutto questo?

«Mentre il Comune e la Spes giocano a fare scaricabarile ormai da tempo immemore, i cittadini, soprattutto anziani e portatori di handicap, si trovano – dice Innocenti – a dover vivere in condizioni da arresti domiciliari.

«Vivendo al terzo, quarto piano, senza la possibilità di utilizzare l’ascensore, alcuni si sono trovati impossibilitati addirittura a presentarsi alle visite mediche, oltre a non poter uscire per fare la spesa o per compiere tante altre incombenze quotidiane».

Manca una mappatura del disagio, come è emerso anche pochi mesi fa durante la creazione del fondo per i casi di morosità incolpevole, ma per il segretario del sindacato inquilini «le colpe del Comune e di Spes vanno ben al di là del mancato monitoraggio. Ci sono dei casi paradossali – aggiunge Innocenti – in cui un cittadino esce da una situazione di emergenza in un condominio per divenire titolare definitivo di un nuovo alloggio, portandosi dietro la situazione di morosità precedente all’emergenza, e il Comune non interviene, facendo ricadere la colpa sugli amministratori privati».

Per quanto riguarda la Spes, invece, si parla di difficoltà di gestione legate al ritardo dei pagamenti che, soprattutto nei condomini misti, si ripercuotono sui servizi erogati negli alloggi:

«In alcuni casi – prosegue Innocenti –

sono volate anche affermazioni gravi nei confronti dei condòmini».

Una via d’uscita parziale, conclude il segretario del Sunia, potrebbe essere la singolarizzazione dei servizi, come avvenuto in passato per l’acqua, ma ad oggi restano forti dubbi che il problema sia prossimo alla soluzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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