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Palestra per l’hockey, a caccia di soluzioni per il recupero
PISTOIA Non ci si poteva certo aspettare la risoluzione della questione palestra per l’Hockey Club Pistoia nel giro di poche ore, però i passi in avanti con l’amministrazione comunale procedono...
PISTOIA
Non ci si poteva certo aspettare la risoluzione della questione palestra per l’Hockey Club Pistoia nel giro di poche ore, però i passi in avanti con l’amministrazione comunale procedono spediti.
Dopo il primo incontro preliminare fra la società e l’assessore allo sport Mario Tuci, è stato dato vita ad un tavolo tecnico con i responsabili dell’ufficio sport del Comune per analizzare la possibilità di riadattare il pallone del pattinaggio alle Fornaci per l’hockey, e non solo.
Il problema sta tutto nelle dimensioni del campo, venti metri per quaranta, misure che attualmente la pista di pattinaggio non ha ma, con lavori adeguati, si può fare. «Come base – afferma l’assessore Mario Tuci – era importante trovare una disponibilità da ambo le parti per discutere sui lavori da fare e questa è stata immediatamente raggiunta.
«Questo primo incontro è servito per consegnare planimetrie alla società da parte dei nostri tecnici per vedere come si può aggirare e risolvere il problema delle dimensioni del campo.
«Il tavolo verrà riaperto nelle prossime settimane per capire se si può trovare una soluzione definitiva».
Mettere mano al pallone delle Fornaci vuol dire riadattare una struttura che attualmente serve un unico sport, il pattinaggio, al servizio di tre discipline visto che si potrebbero aggiungere hockey e calcio a cinque, altra attività che lamenta una notevole carenza di spazi in città.
«So che al momento – racconta Alessandro Vannucchi, dirigente del Futsal Pistoia, la più importante società di calcio a 5 che milita in serie B – alle Fornaci il campo non ha le dimensioni giuste, però se si trova una soluzione positiva noi ne saremo ben contenti e siamo disponibilissimi a collaborare insieme alle altre società, hockey in primis, con l’amministrazione».
È ancora prematuro, invece, parlare di cifre per quanto riguarda l’adeguamento dell’impianto perché può darsi che, se a parole si ritiene necessario un tipo di intervento, in un secondo momento possono esserci altre correzioni da fare con i costi che aumenterebbero.
«Il nostro auspicio – conclude Mario Tuci – è quello di dare risposte a queste discipline che hanno bisogno di spazi, ma sono convinto che non si tratti di cifre così esagerate: se ci sarà da fare uno sforzo, saremo contenti di farlo».
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