La manifestazione
Polemiche sulla Rosati passata dal Pd al Pdl
La candidata della lista civica “Insieme per Serravalle”dall’ottobre 2007 al luglio 2008 è stata segretaria di circolo a Masotti . «Un’esperienza lampo»
SERRAVALLE
È polemica intorno alla candidata della lista civica "Cittadini per Serravalle" lanciata e sostenuta dal Pdl. Patrizia Rosati, per alcuni, non sarebbe affatto il volto nuovo della politica ma una vecchia conoscenza di Renzo Mochi e dei tesserati Pd. Lei rifiuta le critiche - «Stanno alzando un polverone soltanto per infangare me e la formazione che rappresento» dice - e parla della sua «esperienza lampo» tra le file del Partito democratico come di una pagina da cancellare.
«Nell'ottobre 2007 - fanno sapere intanto dalla segreteria serravallina del gruppo - la Rosati è stata eletta dagli iscritti, durante regolare congresso, segretaria di circolo a Masotti. Ha sottoscritto l'atto costitutivo del partito e ha mantenuto il ruolo fino al luglio 2008: quando cioè consegnò le dimissioni perchè troppo impegnata nella sua azienda pratese».
L'imprenditrice però, annunciata come un personaggio senza esperienza politica, non vuol sentir parlare di cambio di casacca. «Non mi riconosco nell'area di centrosinistra e non mi ci sono mai riconosciuta, nemmeno 4 anni fa - ripete -. Qualcuno del partito locale mi cercò e mi disse: «Abbiamo bisogno di persone nuove, te la senti?». «Sai bene come la penso... - risposi io - Ho deciso di accettare solo per un impegno sociale, mai politico. Mi hanno chiesto di fare la tessera e io ho sempre rifiutato».
Un passato che, dopo l'annuncio della sua scesa in campo come candidata civica, ha innescato critiche e accuse di scarsa trasparenza sul nome scelto dal Pdl per «levare un po' di polvere dalla soffitta della politica serravallina»: così, venerdì scorso, il coordinatore vicario provinciale Patrizio La Pietra ha presentato l'imprenditrice di Masotti.
«Il Comune - incalza adesso il circolo locale Federazione della sinistra-Rifondazione comunista - non ha bisogno di sindaci imprenditori, o di egocentrici candidati a liste civiche che di civico hanno poco e di politico tutto».
«Ho accettato quel ruolo solo per un impegno sociale e ho lasciato - precisa la Rosati - perchè c'erano cose sotto che non mi piacevano. E' inutile volere gente nuova se a decidere sono sempre gli stessi. Durante i pochissimi mesi in cui ho ricoperto l'incarico ho fatto soltanto qualche riunione con Luca Magazzini (ex segretario comunale del Pd, ndr), niente di più. Quando ho proprosto - continua - di portare uno spazio giovani alla festa dell'Unità e di dare un senso di rinnovamento, l'unica cosa che m'hanno concesso di fare è di mettere due coccarde all'ingresso. Non potevo fare altro perchè lì funziona in questo modo».
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