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Pistoia

Col gran freddo aumentano i casi di geloni

Colpo di coda dell’influenza che comincerà a calare però da questa settimana. Fino a domenica si sono registrati a Pistoia e provincia circa 400 casi al giorno. Complice il freddo, spiega il...

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Colpo di coda dell’influenza che comincerà a calare però da questa settimana.

Fino a domenica si sono registrati a Pistoia e provincia circa 400 casi al giorno.

Complice il freddo, spiega il virologo dell’Università di Milano, Fabrizio Pregliasco, è un dato che era

prevedibile.

Nonostante ora le condizioni climatiche facciano prevedere giornate meno fredde in arrivo, rimante l’invito è quello di non abbassare la guardia.

Anche perché, come abbiamo già scritto, rispetto agli anni passati la vaccinazione è stata assai meno seguita dalla popolazione come arma preventiva per combattere l’insorgere dell’influenza.

Difficile capire i veri motivi della ridotta adesione alla profilassi: si parla anche di effetti dovuti alla crisi economica che ha indotto a risparmiare anche sulle spese per il vaccino, ma certamente sono anche altri i fattori.

Conseguenze dell’influenza a parte, sono poi da prendere in considerazione altri problemi di salute acuiti dal gran freddo delle prime due settimane di febbraio, caratterizzate da condizioni atmosferiche particolarmente avverse, con temperature davvero basse e forti raffiche di vento gelido.

Tutti elementi che hanno favorito l’insorgere dei tipici e fastidiosi geloni.

Ora alla ribalta è l’”eritema pernio” con arrossamento,gonfiore e dolore soprattutto delle dita di mani e piedi,conseguenza di una prolungata esposizione al freddo, al vento e all’umido .

Gli esperti ricordano che esista una certa predisposizione familiare a livello di debolezza del sistema vascolare, ma come un po’ di prudenza e rimedi giusti possano contribuire ad evitare guai peggiori. La pelle si fa rosso viva,poi secca,si screpola, le nocche colpite si gonfiano, compare dolore e riduzione dei movimenti.

Come profilassi è bene evitare di esporre al freddo le dita umide: occorre indossare guanti di cotone.

Sono sconsigliati invece i guanti di fibra sintetica causa anche di possibili reazioni allergiche.

In caso di necessità, ricorrere – in attesa del medico – a massaggi con olio alla mandorla o alla lavanda o creme emollienti.

Le nonne, solo per la cronaca, usavano apporre sopra la zona interessata cipolle crude tritate o a fette e contenute con garze.

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