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Management e consulenze, Ugl all’attacco

Il sindacato dell’AnsaldoBreda: «Il nostro interlocutore deve essere soltanto l’azienda»

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PISTOIA

All’attacco sulle politiche relative al management e alle consulenze all’AnsaldoBreda il sindacato metalmeccanici Ugl.

«AnsaldoBreda, sin dall’arrivo del nuovo ad, ha affermato che a solo titolo precauzionale, per evitare di commettere errori del passato, ha utilizzato una società di consulenza per opportunità e necessità di fare un’analisi il più obbiettiva e vera possibile, in modo da dover esprimere un giudizio oggettivo e non mediato, per dare la possibilità all’ad di prendere le decisioni più opportune, anche se dolorose. La quantità delle risorse consulenziali – dice l’Ugl – era giustificata dal fatto che questo tipo di lavoro dovesse essere fatto ente per ente. Purtroppo, tutti noi sappiamo quanto questo limite sia stato abbondantemente superato e addirittura sfociato nell’applicazione gestionale di tutte le criticità individuate. Questo, a nostro avviso, è inaccettabile, come ha abbondantemente dimostrato la nostra controllante, la quale da sempre ha ben distinto il processo gestionale da quello consulenziale, affidando la gestione delle aziende al proprio management.

«Il nostro interlocutore è e deve essere l’azienda. Se la gestione del management è filtrata da verifiche consulenziali, creiamo dei manager che potenzialmente si potranno giustificare con molta più facilità di quanto abbiano fatto fino ad oggi, in quanto potrebbero affermare con molta semplicità che le loro decisioni sono state condizionate da una consulenza che ha viziatamente il germe della gestione, con l’ulteriore aggravante che questa consulenza non può vantare neanche una esperienza consolidata nel settore del materiale rotabile, e quindi trovarci di fronte ad un management deresponsabilizzato per definizione».

Il sindacato chiede ora se l’azienda sia del tutto autonoma gestionalmente o meno: «Al contrario non ci spiegheremmo come mai le organizzazioni presentate sino ad oggi di fatto hanno subìto, soprattutto nei nomi, solo un minimo di cambiamento. Vista la professionalità dell’ing. Manfellotto, sin qui dimostrata, riteniamo meriti un warning che gli dia la possibilità di rivedere le ultime decisioni. Se oggi facesse un nuovo questionario, secondo lui otterrebbe lo stesso risultato? Noi crediamo che la risposta sia no».

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