Attenzione
«Urbanistica, fretta infondata»
Pagliai (Udc) annuncia battaglia presentando un parere legale che smentisce il Comune
PISTOIA
Ci sono due lettere pronte ad essere esaminate in Regione per un parere. La prima è dell’architetto Francesco Bragagnolo, dirigente comunale dell’urbanistica. L’altra, è firmata da Giampaolo Pagliai, capogruppo dell’Udc. Nella prima vengono elencati i motivi per cui la mancata approvazione del Regolamento urbanistico prima del 10 marzo porterebbe a conseguenze nefaste, di fatto, un blocco dell’attività edilizia. L’altra lettera, quella di Pagliai, smentisce questo allarmismo dicendo, nella sostanza, che senza approvazione resterebbero in vigore i riferimenti normativi del piano regolatore del 1997.
Su questa partita si gioca la battaglia consiliare dell’Udc sul Regolamento urbanistico, che già lunedì vedrà un passaggio significativo. Nell’occasione il capogruppo del Pd, Luciano Mazzieri, proporrà con una mozione di cambiare il percorso amministrativo col quale, dal marzo del 2011, sono state discusse le osservazioni al Regolamento, dando una brusca accelerata attraverso accorpamenti, senza più discutere singolarmente le osservazioni. «Per impedire l’approvazione di questo lodo faremo una strenua battaglia in consiglio – annuncia Pagliai – E questo da un alto per una questione di democrazia, in quanto si impedisce ai consiglieri di occuparsi dei problemi. Dall’altro, ed è ancora più grave, perché dopo aver approfondito nel dettaglio ogni singola osservazione, si tira via sulle altre in modo sommario, mancando di rispetto ai cittadini che le hanno presentate ed esponendosi al rischio di una valanga di ricorsi al Tar».
Pagliai è convinto che sia infondato il timore di un ingessamento della città e di un blocco delle pratiche edilizie qualora non venisse approvato in tempo il Regolamento urbanistico. Ed è una delle «quattro bugie» che il capogruppo Udc attribuisce al Comune su questo fronte. «La prima è quella che il Regolamento rende più facili le ristrutturazioni – dice Pagliai – non è vero, perché quando si classificano come storici tutti gli edifici realizzati prima del 1953, impedendo per qualsiasi intervento, si impediscono di fatto la stragrande maggioranza delle ristrutturazioni. A danno delle famiglie ed anche dei professionisti. Per contro, e passo alla seconda bugia, non è vero che il Regolamento impedisce il consumo di terreni nuovi, visto che viene lasciata mano libera ai proprietari dei terreni Act, consentendo fin da subito, con tempi accelerati, di costruire 250 appartamenti in zone verdi».
Pagliai cita anche l’elenco dei 21 siti dove si puà costruire, un elenco presente all’articolo 112 del Regolamento, tra cui figurano, tra gli altri, via Ciampi e l’ex Ricciarelli. «E’ un modo vergognoso di favorire la cementificazione a fini speculativi, quando in 12 anni due giunte non sono state capaci di spendere i soldi che avevano a disposizione per le case popolari, perché dicevano che a Pistoia non c’è un buco ove si possa costruire».
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