Sicurezza
Polveri sottili, Montale si ribella
Il sindaco attacca dopo il sì degli altri Comuni ai falò delle potature
MONTALE
Tre Comuni della Provincia, dopo aver messo al bando l’abbruciamento, ci hanno ripensato accogliendo le richieste di agricoltori, cittadini e associazioni di categoria. Il divieto assoluto di bruciare i residui vegetali all’aperto è diventato, nel giro di un mese, un divieto rivisto e corretto. I sindaci di Pistoia, Quarrata e Serravalle, il 4 gennaio scorso hanno dichiarato battaglia ai fuochi per tentare di fronteggiare l’allarme polveri sottili. A inzio febbraio però hanno deciso, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, di rettificare l’ordinanza.
«Come mai l’hanno modificata? Anche noi a Montale abbiamo gli olivi. Il problema delle aree collinari, semmai, avrebbe dovuto essere affrontato prima» attacca adesso il sindaco montalese Scatragli (nella foto). Nei tre Comuni infatti, grazie alla rettifica, oggi è possibile dar fuoco ai resti delle potature nelle zone pedecollinari e collinari. Due i vincoli mantenuti: moderazione nel quantitativo bruciato e attenzione alle condizioni atmosferiche. A Montale invece il divieto resta attivo. «Il problema – dice Scatragli – è sempre lo stesso: noi abbiamo la centralina sul territorio. L’aria registrata qui però non si ferma sul confine montalese. Occorre un cambio della normativa. Questi sistemi di rilevazione devono rientrare in una logica provinciale e regionale. Arpat probabilmente metterà a disposizione delle centraline mobili, in modo da registrare i valori di Pm10 anche negli altri Comuni pistoiesi come Agliana o Quarrata. La questione – avverte - va risolta in poco tempo per non far passare il periodo più critico per le polveri sottili». (b.f.)
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