Sicurezza
Tnt, i sindacati chiedono garanzie
Braccio di ferro con la proprietà sul destino dei 44 dipendenti
MONTALE
Braccio di ferro tra proprietà e i sindacati. L'incontro di ieri all'Associazione industriali è stato il primo dopo l'avvio della procedura per l'affitto di un ramo d'azienda della Prato Tnt. Un confronto di forma, più che di sostanza. Le risposte infatti, sollecitate da Cgil, Cisl e Rsa, arriveranno probabilmente martedì prossimo. Le organizzazioni sindacali vogliono spuntare quante più tutele possibili per i 44 dipendenti della società montalese. La dirigenza però ha messo in chiaro, per l'ennesima volta, le intenzioni: ripartire con 20 operai. Non uno di più.
Il business plan infatti, secondo la proprietà, non consentirebbe di spingersi oltre. Intanto i sindacati hanno chiesto garanzie sul tfr dei lavoratori e hanno avanzando anche la richiesta di una possibilità di riassunzione per i 24 tagliati fuori dal piano operativo della nuova compagnia (che sorgerà tramite l'affitto di un ramo Tnt) oltre ai tempi previsti dalla legge.
Nell'ipotesi di una ripresa quindi gli ex dipendenti sarebbero i primi ad essere richiamati nella ditta di Montale, anche una volta passati i termini stabiliti dalla normativa. La Cgil ha chiesto inoltre chiarezza sui criteri di individuazione del personale. La cernita è stato infatti un argomento più volte sollevato dai 44 operai dopo che la proprietà, a inizio febbraio, ha annunciato la richiesta di concordato preventivo. I nodi verranno sciolti durante i prossimi incontri tra Lido Pecchioli, a capo della Prato Tnt, e i sindacati.(b.f.)
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