Il dolore
Pensioni non dovute, 38 denunce
Sono immigrati tornati in patria o partiti dall’Italia, l’Inps vuole la restituzione di 266mila euro
PISTOIA
Ogni mese, intascavano la pensione sociale pur non avendone diritto. Per questo i carabinieri del Nucleo informativo di Pistoia hanno denunciato per truffa ai danni dello Stato 38 cittadini stranieri che, sulla carta, avrebbero dovuto risiedere nella nostra provincia ma che in realtà erano tornati in patria, alcuni da decine di anni. Complessivamente, l’ammontare delle pensioni riscosse indebitamente si aggira attorno ai 266.000 euro. Importi per i quali l’Inps ha già avviato le procedure per la restituzione.
Nel corso dell’indagine, denominata Take Away e scattata nel febbraio del 2001, i militari del comando di viale Italia – in collaborazione con i colleghi delle Stazioni interessate – hanno passato al setaccio la posizione di 205 stranieri. La legge italiana prevede che per mantenere il diritto all’assegno sociale – attualmente di 411 euro al mese – un cittadino straniero, oltre ad essere vissuto in Italia per 5 anni (con tremonti il periodo è stato esteso a 10) deve continuare a risiedervi o a dimorarvi stabilmente. Requisito che, in più del 18 per cento dei casi controllati, è risultato non più esistente.
Come spiegato ieri dal maggiore Neil Dario, comandante del Gruppo, e dal luogotenente Giovanni Caruso, comandante del Nucleo informativo, delle 38 persone denunciate 12 sono risultate essersi allontanate definitivamente dall’Italia per far ritorno nei paesi di origine. I casi più clamorosi sono quelli di due brasiliani, che hanno intascato indebitamente 73.000 euro uno e 25.000 l’altro, essendo tornati in patria, rispettivamente, da 15 e 5 anni. Così come un argentino, non più residente in Italia da 8 anni, ha percepito 51.000 euro, e un marocchino, rimpatriato da almeno 2 anni, che di euro ne ha incassati 19.000. Complessivamente, i 12 stranieri in questione hanno percepito circa 185.000 euro.
Per quanto riguarda le altre 26 persone denunciate per “truffa continuata in danno dello Stato o di altro ente pubblico” ,l’ammontare intascato è di 81.000 euro. In questo caso si tratta di cittadini stranieri che si sono allontanate dall’Italia per periodi più o meno lunghi. La legge prevede che nel caso di partenza per l’estero per un periodo superiore a un mese uno straniero debba comunicarlo all’Inps, che provvede a sospendere il pagamento della pensione sociale.
Le indagini dei carabinieri – che hanno usufruito della piena collaborazione da parte dell’Inps – sono scattate un anno fa in seguito ad alcune segnalazioni circa qualche caso anomalo. Non potendo controllare tutti i casi di cittadini stranieri titolari di pensione sociale, i militari del Nucleo informativo si sono concentrati su coloro che riscuotevano l’assegno non di persona allo sportello delle Poste ma tramite accredito sul conto corrente oppure attraverso una terza persona in possesso di delega. E tra questi, hanno selezionato soltanto gli extracomunitari, i cui spostamenti sono più facili da controllare tramite i visti apposti sui passaporti al momento di varcare la frontiera. Così, hanno accertato che molti di questi stranieri, dopo aver ottenuto il riconoscimento del diritto alla pensione, anziché rimanere stabilmente sul territorio italiano, erano ritornati, per sempre o per lunghi periodi, in patria. Tra i denunciati, 26 albanesi, 4 marocchini, 2 argentini, 2 brasiliani e 1 ciascuno di Colombia, Cuba, Filippine e Polonia.
Fondamentali i ripetuti controlli da parte dei militari delle Stazioni per verificare l’effettiva presenza agli indirizzi indicati degli stranieri in questione.
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