Il Tirreno

Pistoia

Freddo addio, torna l’allarme allergie

di Beatrice Faragli

Ogni settimana all’Asl si fanno trenta test. Il fenomeno è in crescita, colpa anche dell’aumento dell’inquinamento

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PISTOIA

Riniti, congiuntiviti e vie respiratorie irritate, dopo la pausa per il grande freddo, sono dietro l’angolo.

«Con il lieve rialzo delle temperature attenzione alle prime allergie» avverte l'esperto. Basta che la colonnina di mercurio tocchi i 10 gradi per far esplodere le fioriture. La tregua per gli allergici ai pollini d'albero ha le ore contate.

I sensibili alle erbe invece potranno tirare un sospiro di sollievo almeno fino a primavera. E se le graminacee si riconfermano, insieme alla polvere, una delle fonti allergiche più diffuse, anche quelle dovute agli alberi – le cosiddette pre-primaverili, che vanno dalla fine di gennaio ad aprile – stanno allargando la propria fetta di detrattori. Nell'ultimo decennio gli allergici al cipresso sono passati dal 10% del 2000 al 25% del 2010.

«Finora – spiega l'allergologo Franco Vannucci, direttore dell' unità pistoiese di pneumologia – il freddo ha bloccato le fioriture posticipando i sintomi. Il minimo aumento delle temperature però basterà a determinare le prime reazioni allergiche. La maggior sensibilizzazione agli alberi registrata negli ultimi anni può essere ricondotta a una pluralità di fattori: dal riscaldamento globale, responsabile di stagioni sempre più precoci, alla presenza di smog in modo sempre più massiccio nell’aria che respiriamo».

Nel tempo poi l'attenzione verso le allergie è cresciuta notevolmente e sempre più cittadini, consigliati dai medici di famiglia, hanno deciso di rivolgersi agli specialisti di questo settore. Chiaro quindi che molte riniti prima trascurate, oggi tendono invece ad essere indagate in modo approfondito. Ogni settimana negli ambulatori ospedalieri pistoiesi vengono effettuate circa trenta prove allergiche.

Il 63% dei pazienti risulta positivo a pollini e polvere. Per accedere al controllo ci sono, al massimo, liste d'attesa di 3 mesi e dal 2011, lo ricordiamo, l'allergologia dell'Asl 3 è attiva solo a Pistoia. A Pescia infatti il servizio è stato tagliato e il personale medico, da mesi, opera esclusivamente al Ceppo.

L'innalzamento delle riniti registrate a livello nazionale però non è soltanto legato ai maggiori controlli effettuati dall'inizio del nuovo millennio ad oggi. Ci sono anche dei fattori oggettivi, come gli incrementi nella reattività delle persone e l’aumento del potere allergizzante di alcuni pollini. Fattori il cui peso dipende in modo diretto dallo smog.

Particolato (Pm10, Pm2.5) e ozono sono sicuramente fattori irritanti per le vie respiratorie. Vannucci sottolinea tuttavia la «necessaria predisposizione genetica di ogni allergia». Il consiglio, per chi è colto da arrossamenti e starnuti, è quello di bloccare i sintomi con gli antistaminici e sfiammare le aree irritate con i cortisonici.

«L'approccio – continua il medico – non è più quello di "giocare d'anticipo" come succedeva anni fa. La cura va iniziata con le prime avvisaglie del disagio».

Prima ancora dei medicinali però, ad aiutare chi soffre di allergie potrebb essere soprattutto l'ambiente, se si intervenisse con maggiore attenzoione rispetto a quello che avviene di solito. «Piante poco allergizzanti»: è questa la proposta lanciata dall'Asl alle istituzioni. «Quando si fa una rotonda – dice Vannucci – perché metterci in mezzo un cipresso invece di una magnolia?».

Per il parco intorno al nuovo ospedale che sta sorgendo al campo di volo, ad esempio, il direttore e i colleghi chiedono un verde attento alle problematiche delle persone allergiche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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