Il Tirreno

Pistoia

Breda, nuovo documento per il rilancio

di Marta Quilici

Il sindacato chiede al governo impegni sul piano dei trasporti per avere nuove commesse

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di Marta Quilici

PISTOIA

I metalmeccanici di AnsaldoBreda presentano un nuovo manifesto. «Lo sottoporremo a tutte le forze politiche e istituzionali toscane e ai parlamentari eletti sul territorio – spiega Albano Tonioni, coordinatore dell’rsu –. Vorremmo presentarlo al consiglio comunale e provinciale congiunto che dovrebbe svolgersi all’interno dello stabilimento, ma alla richiesta d’incontro, proposta in accordo con le istituzioni locali, l’azienda non ha ancora dato autorizzazione». A settembre l’Rsu aveva redatto un primo documento che riscosse larghe adesioni tra le forze politiche e istituzionali locali. «Quello di allora – aggiunge Tonioni - era in relazione all’ipotesi di vendita del gruppo dichiarata dall’Ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi. L’ipotesi di alienazione non è ancora stata smentita, ma adesso i temi caldi stanno nei contenuti del piano presentato da AnsaldoBreda che prevede esuberi e azzeramento dell’incentrato. Attraverso l'iniziativa parlamentare chiediamo venga riconosciuta la strategicità del settore e la necessità del suo rafforzamento, nell'ambito di un “Piano nazionale dei trasporti” che, con una politica di investimenti in reti ferroviarie e infrastrutture, punti a uno sviluppo del paese, finalmente rispettoso della compatibilità ambientale». Nel nuovo documento si conferma la contrarietà alla vendita: «Sarebbe una sciagura – si legge - che non trova sostenibilità neppure dal punto di vista economico perché il settore dei trasporti in Finmeccanica, diversamente dal militare, risulta essere tra quelli a maggior previsione di crescita». Il documento entra poi nel merito della vertenza in corso: «Oggi Ansaldobreda ha nel proprio portafoglio-ordini solo la commessa per l'alta velocità, che si appresta ad entrare in produzione, per 1,5 miliardi di euro; è auspicabile che entro breve si svolga la gara per i treni regionali per un altro miliardo e mezzo di euro circa. Solo attraverso l’attuazione del piano del 4 marzo 2010, però, si potrà tornare a progettare e a produrre in condizioni di competitività. Nessuno degli investimenti strategici previsti dal piano ha però trovato compimento; si annuncia invece la cessazione del sito di Palermo, 786 esuberi al 2013 e gravi conseguenze per l’indotto pistoiese, minacciato dall’azzeramento dell’incentrato e dai mancati pagamenti». Si rinnova poi la richiesta di incontro a Orsi e il ministro Passera: “Finmeccanica e chi ha governato finora l’Italia – sostiene l’rsu - ha la responsabilità politica e industriale di quanto accaduto in questi anni. I concorrenti di Ansaldobreda hanno continue rassicurazioni e garanzie di commesse per treni veloci e regionali, con un'idea chiara di sviluppo nazionale; perché non può avvenire anche in Italia?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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