Tnt, verso l’affitto di un ramo d’azienda
La proprietà ha aperto la procedura. Stamani nuovo incontro con i sindacati a Pistoia
MONTALE
Aperta la procedura per l'affitto di un ramo d'azienda della Prato Tnt. Stamani, nel palazzo pistoiese dell'associazione industriali, ci sarà un incontro tra Cgil, Cisl, Rsa e proprietà per discutere della ripartenza -con una riduzione di due terzi del fatturato e del 50% del personale- della società montalese specializzata in articoli di tessuto non tessuto.
A inizio febbraio Lido Pecchioli, a capo dell'attività, ha chiesto il concordato preventivo senza però prima aprire alcun confronto: né istituzionale, né informale. I sindacati adesso puntano a trasferire tutti e 44 i lavoratori nella nuova azienda. La proprietà invece è ferrea nel ribadire che il personale della NewCo sarà di 20 addetti. Prendere l'organico al completo e poi tenerne una parte in cassa integrazione, per gli operai significherebbe garanzie e tutele. Pecchioli però non ci sta. «Tenerli tutti - ha spiegato Michele Gargini, Cgil - per l'azienda vuol dire spendere».
La pensano così anche i dipendenti Tnt che, mercoledì sera, hanno affollato la saletta al primo piano della casa del popolo montalese per l'incontro organizzato dal Pd locale. Presente anche il sindaco Scatragli insieme ad assessori e consiglieri.«La voce di un concordato - ha ripetuto un operaio - era in giro dall'estate scorsa ma loro (i Pecchioli, ndr) hanno fatto di tutto per arrivare tardi, il più tardi possibile, e non spendere nulla».
Anche l'assessore provinciale Paolo Magnanensi denuncia il ritardo accumulato dall'azienda. «Sono arrivati all'unità di crisi del 3 febbraio con un pacchetto già preconfezionato - ha detto di fronte a un uditorio al completo-. Convocheremo il tavolo e chiameremo anche qualche banca ma non sono molto fiducioso. Il problema vero è che l'azienda non ne vuol sapere di portarsi dietro 44 operai e di tenerne 24 in cassa integrazione. Il mio appello è quello di trovare un accordo tra sindacati, proprietà e lavoratori. La condivisione darà sicuramente forza».
Il confronto di oggi servirà per approfondire le questioni sull'affitto del ramo d'azienda. La Prato Tnt ha deciso infatti di andare avanti, tramite appunto l'affitto di una parte dell'attività (quella che vende al settore ristorazione), portando il quantitativo di lavoro annuo da 12 a 4 milioni d'euro. Una mossa, secondo alcuni lavoratori, mirata solo alla tutela degli interessi imprenditoriali: mantenere i clienti e i fornitori che già ci sono e abbattere i costi di produzione. Come verrà fatta la cernita e se ci sia o meno un appoggio delle banche intorno a questo disegno sono questioni ancora da sondare. La Cgil, in attesa dell'incontro odierno, ribadisce la priorità: ottenere tutte le tutele possibili per i 44 dipendenti.
Beatrice Faragli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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