Il dolore
«I nuovi quartieri non devono affossare il centro storico»
La Confesercenti chiede parcheggi, arredo e collegamenti per far dialogare le varie realtà commerciali del territorio
PISTOIA
Infrastrutture, arredo urbano e parcheggi per collegare la città nuova con il centro storico, affinché quest’ultimo ne sia valorizzato e non impoverito. La parte di via Pertini che ospiterà questura, prefettura, un centro commerciale e un hotel Hilton, e che è già sede di un distaccamento universitario e di una delle più belle biblioteche d’Italia, con un cuore medievale ricco di storia e sempre più povero di attività commerciali e di funzioni.
L’economia cittadina può crescere anche senza fare “vittime”, è l’opinione di Confesercenti, che sta per iniziare una serie di confronti con i candidati sindaci.
Il primo è in programma per la fine di febbraio. «Abbiamo un piano - afferma Riccardo Bruzzani, direttore dell’associazione di via Galvani -, un insieme di proposte per lo sviluppo della città». Idee nate in seguito allo studio commissionato due anni fa allo studio tecnico di Alessandro Gargini, che fu poi illustrato in un convegno a Palazzo dei Vescovi nel dicembre del 2010, raccogliendo il plauso del sindaco Renzo Berti. «Da allora - dice Bruzzani - abbiamo lavorato sulle possibili soluzioni ai problemi, cercando di volare un po’ più in alto rispetto ai pur legittimi interessi di bottega».
Bruzzani parte da una considerazione: «Pistoia negli ultimi 10 anni è cambiata. Il San Jacopo è l’elemento di novità di maggior rilievo. Riqualifica il ruolo di capoluogo, crea le condizioni per aprire la quinta porta. Una Porta Nuova che con il sottopasso si collega all’area riconvertita dell’ex Breda e al centro, valorizzando la peculiarità produttiva del vivaismo».
E qui, aggiunge Bruzzani, si pone la grande questione di collegare l’area ex Breda con il centro storico. «La nuova area ex Breda avrà una grande forza di attrazione, molte saranno le funzioni che la arricchiranno. Servono infrastrutture di collegamento tra le due parti».
Snodo fondamentale: piazza Treviso: «Il Lingottino potrebbe esercitare un ruolo primario, se la proprietà fosse interessata al potenziamento».
Collegare la stazione con il Globo riqualificando la zona posta al suo interno.
Per non far morire il centro, sostiene Bruzzani, «bisogna impedire il drenaggio delle funzioni pubbliche dal centro storico e salvaguardare, anzi, incrementare le residenze. Sono decisive - sostiene - le destinazioni urbanistiche, e la loro rapida realizzazione, nell’area del Ceppo».
Una condizione necessaria, quella di nuove funzioni all’interno del vecchio ospedale, ma non sufficiente: «Pistoia può essere una città fonte di reddito, in una dimensione umana vivibile. Se per decenni ci siamo caratterizzati per staticità rispetto a Prato e Firenze, è anche vero che abbiamo una grande forza: «È una città vivibile, non caotica, ha risorse e territorio non consumati. Dobbiamo elevare la nostra qualità. Come farlo? A nostro parere costruendo un’area dove si coniugano l’offerta di commercio e artigianato, quella dei servizi per il turismo, la cultura e la storia». Altre città toscana, evidenzia Bruzzani, reggono meglio la crisi grazie ai turisti: «Lo stesso sviluppo turistico deve essere di qualità, non di pullman. Ecco che il commercio, i negozi, il mercato, la ristorazione, sono fondamentali». Aiutiamoli, aggiunge, togliendo un po’ di auto da strade del centro come via Puccini e via della Madonna, grazie a nuovi parcheggi.
Tiziana Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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