La manifestazione
Regolamento, l’accordo non c’è
Lunedì il Pd gioca l’ultima carta per varare l’atto entro la fine del mandato del sindaco Berti
PISTOIA
L’ultimo treno che consentirebbe al consiglio comunale di approvare il regolamento urbanistico passerà con ogni probabilità lunedì prossimo. Il capogruppo Pd Luciano Mazzieri, a nome di tutta la maggioranza, proporrà infatti una mozione d’ordine (i cui contenuti sono allo studio) per accelerare i lavori dell’assemblea di Palazzo di Giano e consentirgli il varo del regolamento urbanistico prima della fine del mandato amministrativo.
Un tentativo giocato sul filo del regolamento, per cercare di portare a casa uno degli atti amministrativi più importanti del mandato 2007-2012. Alla maggioranza è rimasta quest’ultima carta da giocare, dopo che l’ennesima riunione della commissione consiliare urbanistica, seguita da una tesa conferenza dei capigruppo, non ha trovato nessun accordo. Bartolomei (Fli) e Pagliai (Udc) contro l’approvazione, Pdl favorevole, Fusari (Verdi) convinto «dell’inutilità di questo rito - la 51esima volta che la commissione si riunisce -, quando nessuno crede che il regolamento possa essere approvato», Mazzieri, impegnato in un appassionato intervento sull’auspicio che la giunta Berti concluda il mandato con la bega dell’urbanistica risolta. Poco probabile, perché il capogruppo dell’Udc Giampaolo Pagliai, che ha presentato 800 approfondimenti tecnici alle controdeduzioni dell’amministrazione comunale, non ha modificato le sue intenzioni .
La seduta della commissione si è aperta con la dichiarazione del presidente dell’Ordine degli architetti Gianfranco Cellai, che ha spiegato come il documento prodotto dall’Ordine nei giorni scorsi sia partito dalle controdeduzioni del Comune alle osservazioni al regolamento. Un contributo specificamente richiesto dall’amministrazione ma «senza valenza politica» anche se piuttosto critico con le proposte dell’amministrazione. All’attenzione degli architetti il recupero dell’esistente, con la richiesta di un allentamento di quelli che sono ritenuti vincoli troppo stringenti. L’errore della maggioranza - afferma Alessandro Capecchi, capogruppo Pdl in consiglio comunale - è stato quello di non voler aprire ad un confronto con gli Ordini sul contenuto delle norme in fase di adozione. Ho letto il parere dell’architetto Bragagnolo, dirigente dell’ufficio urbanistica, sulla mancata approvazione del regolamento. Parla di blocco delle opere pubbliche e di un danno ingentissimo per la città. Mi chiedo perché non si è chiesto prima il parere della Regione ». Parere che - ha informato l’assessore all’urbanistica Silvia Ginanni - dovrebbe presto essere comunicato da uno dei legali dell’ente, l’avvocato Pieraccini.
«Il mio gruppo - ha spiegato Luciano Mazzieri rivolto a Cellai - ha letto il vostro contributo. Credo che anche questo sarà utile e verrà valutato dai nostri uffici nei tempi e per le possibilità che ci dà il poco tempo a disposizione».
Già, tenuto conto che il consiglio si scioglie 45 giorni prima delle elezioni e che le controdeduzioni del Comune, una volta approvate, sono inviate alle circoscrizioni e poi al Genio civile per il parere.
Davvero difficile prevedere una soluzione positiva considerando che Pagliai dichiara di voler «fare il bene della città» e delle migliaia di cittadini che chiedono «interventi modestissimi, e non dei grandi proprietari terrieri». E Alessio Bartolomei ha auspicato la non approvazione: «Salviamo gli allentamenti dei vincoli proposti dai professionisti e andiamo, dopo le elezioni, a una nuova adozione del regolamento, ma con minori vincoli».
Tiziana Gori
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