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Querciola, primi dubbi sul commissariamento

QUARRATA «Dopo una ventina di progetti in dieci anni e un scarico di responsabilità tra gli enti, finalmente avremo un responsabile unico che porterà avanti il progetto della cassa di espansione...

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QUARRATA

«Dopo una ventina di progetti in dieci anni e un scarico di responsabilità tra gli enti, finalmente avremo un responsabile unico che porterà avanti il progetto della cassa di espansione della Querciola». Così Daniele Manetti, capofila del comitato di Olmi-Vignole che da tempo sollecita la realizzazione dell’invaso, commenta la notizia del commissariamento da parte della Regione della cassa di espansione di Caserana.

«La Regione ha di fatto tolto dalle mani della Provincia, ente attuatore del progetto, la realizzazione dell’opera – spiega Manetti – troppi sono stati i ritardi che si sono sommati in anni e anni di discussioni e rinvii. Martedì andremo in Regione per un incontro con il responsabile del rischio idrogeologico della Toscana a cui chiederemo i tempi e le modalità con cui sarà nominato il commissario. Un fatto è certo: finalmente ci sarà un unico responsabile dell’opera che, nel bene e nel male, dovrà renderne conto in prima persona».

Della realizzazione della cassa se ne parla dal 1999; nel 2006 è stato firmato l’accordo di programma con la Regione, ma solo negli ultimi due anni le cose hanno iniziato a muoversi concretamente anche sotto la forte pressione di cittadini e comitati. Il progetto preliminare della cassa era pronto nel 2010, ma Comune e Provincia chiesero al Consorzio Ombrone di rifare il disegno. Alla fine del 2011 il progetto, rivisto, è stato approvato insieme al cronoprogramma dei lavori che prevede 1.230 giorni per la realizzazione dell’invaso. La capienza della cassa di espansione è di 450mila metri cubi e il costo di circa 3,5 milioni di euro, finanziati dalla Regione.

«È il Genio Civile della Regione – spiega Mauro Mari, assessore provinciale all’assetto idrogeologico – ad aver redatto il cronoprogramma. Mi auguro che il commissario che verrà nominato possa riuscire ad accorciare i tempi, ma sinceramente non so come».

La bozza preliminare è ora oggetto della Valutazione di impatto ambientale ed è in dirittura di arrivo anche il progetto definitivo. «Credo ci sia ben poco da rallegrarsi – commenta il commissario del Consorzio Ombrone Paolo Bargellini – evidentemente la Regione non ha ritenuto l’ente attuatore, ossia la Provincia, in grado di portare avanti l’opera in tempi stretti. Mi chiedo però come possa accorciare i tempi il commissario».

«La Provincia – spiega l’assessore al rischio idraulico Giovanni Dalì – ha alcune risorse bloccate dal patto di stabilità; la Regione potrebbe appropriarsi di alcune somme per destinarle alle opere. Ho chiesto all’assessore regionale Bramerini se il commissario avrà l’obbligo di accorciare i tempi rispetto ai 1200 giorni previsti, altrimenti a cosa servirebbe?».

Marta Quilici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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