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«Non ci piace, ma per la città è meglio approvarlo»

PISTOIA Turandosi il naso su un regolamento che non piace, il Pdl auspica che il nuovo strumento urbanistico sia approvato prima che il consiglio comunale sia sciolto. «Poi - dice Annamaria Celesti,...

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Turandosi il naso su un regolamento che non piace, il Pdl auspica che il nuovo strumento urbanistico sia approvato prima che il consiglio comunale sia sciolto. «Poi - dice Annamaria Celesti, candidata sindaco del Pdl - avremo modo di rimetterci le mani».

«Quello che sta accadendo - sostiene la candidata - è una palese evidenza del fallimento del centrosinistra. E’ stato portato avanti con tempi e costi lunghissimi, ma la non approvazione sarebbe un danno. Assisteremmo a una lunga paralisi delle concessioni edilizie. Pur restando convinti che questo documento sia nato male, riteniamo grave andare in campagna elettorale con uno strumento non varato, che diventerebbe oggetto di contrattazione, di compravendita».

«Il regolamento urbanistico - sostiene Alessandro Capecchi, capogruppo in consiglio comunale - è figlio di dieci anni di mancata regolamentazione urbanistica. Questi signori si sono innamorati dell’architetto Cervellati, del suo piano della città storica, che è un esempio di museificazione. Risponde a una concezione ideologica che poteva reggere in tempi di vacche grasse, quando sembrava che economia e urbanistica tirassero a prescindere dalle regole».

Capecchi ricorda le cause dei lunghi tempi intercorsi tra l’approvazione del piano strutturale (2004)e l’adozione del regolamento urbanistico: la variante per il nuovo ospedale («con il Ceppo svuotato di funzioni») e la variante sud, propedeutica alla nuova viabilità a servizio del San Jacopo. «In questo arco di tempo - fa notare Capecchi - la situazione economica è profondamente mutata. Le Atp e le Act probabilmente non partiranno mai viste le attuali condizioni economiche. Ad oggi, su certificato dell’architetto Massa (dello staff di Cervellati), il Comune ha un deficit di standard di 50metri quadrati, a causa di calcoli sbagliati. Si è pensato di mettere a carico delle lottizzazioni Act e Atp gli extrastandard, una scelta a nostro avviso sbagliata. Noi saremmo per riprendere e riqualificare l’esistente, anche le zone B di completamento, dove il privato ha fame di intervenire. Il vero errore sono le grandi lottizzazioni».

«E’ - afferma Roberto Cipolla, presidente della commissione urbanistica - una brutta pagina di gestione amministrativa. Sotto il profilo della regolamentazione urbanistica si vanno a stoppare gli interventi legittimi di cittadini e imprese, dopo che la città è già esplosa e parcellizzata (vedi viale Adua). Si nega la possibilità di nuove edificazioni e la riqualificazione delle esistenti. Era un provvedimento da approvare ad inizio mandato e la maggioranza deve prendersi la responsabilità di quanto accaduto». (t.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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