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CENTRALE A METANO

Dubbi anche in Provincia sul progetto di Repower

PISTOIA Il progetto Repower va per la prima volta in commissione ambiente. Il piano del gruppo svizzero è approdato sui banchi dei consiglieri pistoiesi tra i dubbi dei tecnici provinciali, raccolti...

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PISTOIA

Il progetto Repower va per la prima volta in commissione ambiente. Il piano del gruppo svizzero è approdato sui banchi dei consiglieri pistoiesi tra i dubbi dei tecnici provinciali, raccolti a piene mani dall’opposizione. La centrale termoelettrica a metano, prevista nell’area ex Radicifil, in attesa di integrazioni da parte della società non convince gli uffici della Provincia.

Patrizio La Pietra, Pdl, dopo la relazione fatta dagli esperti, attacca: «In molti si sono riempiti la bocca con le promesse occupazionali, ma l’unica cosa certa di questo impianto è l’impatto ambientale che avrà su una zona già altamente inquinata». La questione però, oltre che politica («L’assemblea – incalza il consigliere – prima d’ora non era mai stata informata del progetto») è soprattutto tecnica. Tra le perplessità: il raffreddamento delle acque che poi verranno scaricate nei torrenti; il rischio idrogeologico della zona, che comporterebbe una struttura rialzata di almeno un metro e mezzo rispetto ai livelli attuali; l’incognita dei trasporti.

L’intenzione di Repower infatti sarebbe quella di riscaldare il nuovo ospedale con il calore prodotto dalla combustione. Nel progetto degli svizzeri però il nosocomio è indicato al posto della Copit, accanto alla stazione. «Oltre al palese errore – continua il consigliere Pdl – c’è poi un’altra questione: come intendono trasportarlo questo calore? Sulla centrale – ripete – ci sono soltanto interessi privati. Saranno 20, 25 al massimo le persone impiegate nell’impianto, e la maggior parte di queste copriranno ruoli altamente specializzati. La prospettiva di riassorbimento per i 110 ex Radicifil è ridotta. Salvare anche un solo posto di lavoro è fondamentale, ma ci devono almeno dire come faranno».

«Questo progetto – ribadisce invece Marco Biagini, Pd, presidente della commissione ambiente – riutilizza una zona industriale senza andare a intaccare nuove aree e offre una concreta possibilità lavorativa alle persone. Tutto ciò però – precisa – non vuol dire che ci saranno sconti verso Repower. E’ positivo che gli stessi tecnici della Provincia abbiano sollevato dubbi. L’azienda sta già producendo i chiarimenti necessari».

Intanto dal Comitato di Bottegone-Badia-Agliana fanno sapere di aver consegnato in Regione «300 osservazioni contro l’impianto e una relazione articolata contenente le controdeduzioni alle osservazioni presentate e le risposte alle integrazioni richieste dal livello regionale sulla centrale».

Beatrice Faragli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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