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Pagliai: caro Rossi, qui ci sono molte vicende poco chiare
Ne cita sei, di vicende poco chiare che toccano Comune e Asl pistoiesi, ma ammette che se scrivesse tutto «verrebbe fuori un poema». Giampaolo Pagliai, consigliere comunale Udc
PISTOIA. Ne cita sei, di vicende poco chiare che toccano Comune e Asl pistoiesi, ma ammette che se scrivesse tutto «verrebbe fuori un poema». Giampaolo Pagliai, consigliere comunale Udc, ha scritto una lettera al presidente della Regione Enrico Rossi in cui torna a sollevare molte delle vicende sulle quali, in questi anni, è ripetutamente intervenuto denunciando comportamenti e decisioni che gli appaiono «poco edificanti».
L’elenco inizia dal 2000 e dalla vendita a un privato della Casa del combattente da parte del Comune. Secondo Pagliai la vicenda, tra dichiarazioni false e atti illegittimi, avrebbe prodotto un danno erariale di due milioni di euro.
Pagliai ricorda poi gli affitti pagati ad una società privata da Copit e Ctt per locali «o mai usati o dei quali non vi era assoluto bisogno»; la vicenda dei documenti modificati per la nomina del presidente del Copit; il “buco” di 400 milioni di euro all’Asl di Massa, per il quale l’attuale direttore dell’Asl pistoiese Alessandro Scarafuggi ha avuto un’intimazione dallo stesso Rossi, che non gli impedisce però di rimanere direttore dell’Asl pistoiese; la gestione del recupero dell’area ex Breda est che secondo «un ex assessore regionale e comunale esperto in utbanistica» sarebbe stata macchiata di «favoritismo verso un imprenditore locale»; infine la gestione degli impianti sportivi del Legno Rosso.
Pagliai afferma che per tutti questi casi «ha salito le scale della procura», come Rossi consiglia di fare quando un politico percepisce »qualcosa di sporco», ma, almeno finora, «con esiti scarsi». Da notare che il consigliere non cita mai i beneficiari dei presunti favori che sarebbero stati illegittimamente compiuti dai pubblici amministratori, anche quando quei casi sono notissimi e i dettagli sono già usciti sulla stampa.
La lettera di Pagliai si conclude con un ultimo caso di patente – a suo avviso – illegittimità. Il riferimento, questa volta, è al caso Aias-Apr, sul quale – scrive il consigliere – un’ordinanza del tribunale di Roma «ha illuminato un buoi profondo». Si tratta, ovviamente, dell’atto con cui il tribunale civile ha congelato la validità (in attesa del giudizio di merito) delle delibere di costituzione dell’associazione Apr, quella nata dalle ceneri della sezione pistoiese dell’Aias. Pagliai sottolinea che nonostante l’ordinanza Comune e Asl «continuano ad erogare centinaia di migliaia di euro di denaro pubblico ad un soggetto che il tribunale ha dichiarato non più legittimato a ricevere e gestire denaro pubbli co».
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